30/04/15

Le torri saracene di Forio

TorrioneTorre di ScaroTorre della SpiaggiaTorre Quattrocchi;Torre Casa PatalanoTorre CostantinaTorre di CiglianoTorre del CiercoTorre di MiloneToroneTorre di NaceraTorre di BaiolaTorre di Casa D’AsciaTorre della Cornacchia. Queste le torri di Forio “la Turrita”, il comune dell’isola d’Ischia con il maggior numero di “osservazioni fortificate” per difendersi dagli assalti dei temibili saraceni.

Le torri saracene di Forio
Il nucleo originario di queste torri di avvistamento e difesa a vista per gruppi di due (da ogni torre era possibile scrutare il mare e le due adiacenti) era composto sicuramente da quelle a pianta circolare – il Torrione, il Torone, la Torre Costantina, la Torre del Cierco – con l’aggiunta successiva di quelle a pianta quadrangolare. Infatti, nonostante siano state tutte ultimate tra la metà e la fine del XVI secolo, quelle a pianta circolare sono di più antica costruzione, realizzate in parte già durante il periodo angioino, nel XIII secolo.

Le torri saracene di Forio
La diversa architettura di queste fortezze è storicamente riconducibile all’evoluzione delle tecniche di costruzione dagli angioini agli aragonesi, con la prevalenza accordata nel tempo a edifici più bassi e con murature più spesse sul lato esterno, nel caso ci si fosse dovuti difendere dal fuoco dell’artiglieria nemica proveniente da mare.

Le torri saracene di Forio
Le torri costiere non sono una prerogativa della sola Forio, sull’isola d’Ischia ce n’erano altre – a partire proprio da quel CastelloAragonese che è il simbolo indiscusso della più grande delle isole flegree, senza dimenticare quelle andate distrutte come la Torre che svettava sull’isolotto tufaceo di Sant’Angelo – e tuttavia, gli esiti architettonici ed estetici che la costruzione di queste fortezze ha avuto in questo comune non sono altrove riscontrabili. Soprattutto per l’importanza che ciascuna di esse ha avuto sullo sviluppo urbanistico dei villaggi circostanti e quindi sull’intero centro storico.

Le torri saracene di Forio
Chi visita per la prima volta il comune di Forio non rimane certo indifferente di fronte all’intricato e assai caratteristico dedalo di vicoli che disegna il centro storico. Memoria urbana di secoli segnati in profondità dalla paura delle scorrerie saracene a cui si cercava di porre un argine con un sistema viario complesso che favorisse la fuga dei locali sfruttando l’iniziale spaesamento degli invasori.

Le torri saracene di Forio
Precauzioni che non furono sufficienti a fermare la furia del terribile rais Dragut che assaltò le coste di Forio e dell’isolad’Ischia una prima volta nell’agosto del 1548 e una seconda, quattro anni dopo, nel 1552.

Le torri saracene di Forio
Così ne scrive lo storico locale Giuseppe D’Ascia nella monumentale Storia dell’isola d’Ischia del 1867:
“Dragut sangiaco di Montesce, denominato dagli storici turchi Targhut, nato pure da genitori cristiani in Anatolia, or da solo, or col gran visir corseggiando, qual degno discepolo del Barbarossa principiò ad infestare il Mediterraneo nel 1546.

[...] nel dì 12 agosto 1548, giorno di domenica, di buon mattino sbarcava a Castellammare di Stabia e proprio ove dicesi il Quartuccio, facea prigionieri circa ottanta persone di ogni età e sesso: fra gli altri una bellissima donzella.


Indi ritiratosi con quella preda nello stretto fra Procida ed Ischia, di tutto fece ricatto, riserbandosi la fanciulla, che volle ritener per sé.

In questo mentre facea altri sbarchi in Ischia, e predava altri poveri ed infelici isolani; de’ quali, chi potette esser riscattato fu liberato, e coloro che difettavano di mezzi vennero condotti schiavi in Africa.
Le torri saracene di Forio
[...] Fino al 1550 niun freno i barbareschi avevano incontrato, ma d’allora risvegliossi Carlo V ed a frenar li spedì D. Garzia figlio di D. Pietro di Toledo alla testa di un esercito di spagnuoli, fiorentini, romani, cavalieri di Malta, genovesi e napoletani.

[...] (Anno 1552). Nel mese di luglio dell’anno appresso la flotta turca comparve in Sicilia; indi venne innanzi Napoli ed infestò quei contorni. Fecero i corsari con Dragut loro capitano uno sbarco ad Ischia e le diedero il sacco, ripetettero le stesse bravure in Procida, indi si andarono ad ancorare nell’isola di Ponza.

Dopo la morte di Dragut nel 1565 [corsivo nostro] la pirateria purtuttavia seguitò ad infestare queste spiagge che Dio avea creato ridenti ed amenissime e gli uomini ridussero squallide e deserte. Per sfuggire alle incursioni gli atterriti abitanti dell’isola d’Ischia, si ricoveravano, all’apparir delle vele nemiche, e nel castello, e nelle torri, e nei nascondigli impraticabili sul versante dell’Epomeo.

[...] In ForioLaccoPanzaTestaccio ed altri punti un pò discosti dal Monte Epomeo, e dalla Cittadella (Castello Aragonese), gli abitanti, esposti i primi a tali incursioni, perché i menzionati punti prossimi alle spiagge si trovavano, si rinserravano nelle torri che all’uopo erano quivi state erette; quali torri sono rimaste a monumento della storia, chi smantellata, chi accomodata a dimora particolare.

Di esse la maggior parte furono erette col prodotto delle gabelle della Dogana istallata da Alfonso I°.
Le torri saracene di Forio
Dai merli di queste torri, e dalle bertesche, si difendevano disperatamente gli abitanti, quando venivano assaliti, spiegando quel coraggio che inspira il gran pericolo. Tutto era arma di difesa per essi; acqua bollente, pietre, macigni, e quando questi mezzi erano esauriti, le masserizie riposte in quei ridotti, tutti erano versati su gli assalitori, che tante volte erano astretti ad allontanarsi feriti, pesti e malconci”.

Oggi che queste torri – parafrasando il D’Ascia -  sono rimaste a “monumento della storia“, accomodate a dimora privata con la sola eccezione del Torrione eletto a museo civico del comune di Forio, restano la bellezza del centro storico di questo paese adagiato sulla costa ovest dell’isola e la curiosità intellettuale per anni difficili e violenti in cui la popolazione dell’isola d’Ischia si difendeva con onore, con “quel coraggio – seguendo sempre il D’Ascia – che solo ispira il gran pericolo” e che ancora oggi è uno dei tratti caratteriali più evidenti del fiero popolo ischitano.

28/04/15

Sentiero Serrara Fontana-Monte Epomeo

Il sentiero descritto è il più agevole per raggiungere il Monte Epomeo, la cima più alta dell'isola d'Ischia con i suoi 787 metri s.l.m.. Diversi altri sentieri, di più difficile percorrenza, salgono all'Epomeo più o meno da tutti i punti cardinali. Il percorso in questione parte da una strada secondaria dell'abitato di Fontana

Sentiero Serrara Fontana-Monte Epomeo
Si segue un tracciato nel quale il continuo passaggio e l'acqua piovana hanno scavato un profondo solco. Si procede prima al margine di un bosco di castagni e poi tra cespugli sempre più radi per i forti venti che spesso spirano in zona. Dopo circa mezz'ora si raggiunge la sommità del monte dove è il piccolo romitorio di San Nicola. Ma non immaginatevi di aver raggiunto un luogo disabitato: alcuni ristoranti con terrazzi panoramici e grandi finestre occupano lo spazio e rompono il silenzio.


Sentiero Serrara Fontana-Monte Epomeo
Tipologia : Sentiero turistico - Itinerario facile e di ambito locale, che si sviluppa nelle immediate vicinanze di paesi, località turistiche e vie di comunicazione
Località: Fontana
Indirizzo: Serrara Fontana


Sentiero Serrara Fontana-Monte Epomeo
Come raggiungere: 
Giunti ad uno dei porti dell'isola d'Ischia è necessario raggiungere il Comune di Serrara Fontana. Un'opportunità è offerta dalle linee d'autobus della SEPSA che percorrono le principali vie di comunicazione dell'isola. Il sentiero prende inizio dall'abitato di Fontana.

26/04/15

La Bocca di Tifeo, Forio d’Ischia

Alla scoperta dell'ultimo sentiero recuperato dalla ProLoco di Panza, nel comune di Forio
Le fumarole sono nient’altro che emanazioni di vapore e gas in prossimità di fianchi vulcanici attivi, o di aree idrotermali in cui i centri vulcanici attivi non lo sono più.

Le fumarole sono un posto bellissimo. Questo invece è un dettaglio, non una generalizzazione. Si dà il caso però che il sentiero della Bocca di Tifeo, nel comune diForio, sia effettivamente un luogo meraviglioso e, se non ci credete, basta dare un’occhiata alle foto. 
Meglio ancora, se ne avete voglia e possibilità, andarci di persona.



La Bocca di Tifeo, Forio d’Ischia
La strada non è difficile. Da Forio basta percorrere la Provinciale che congiunge il comune alla frazione giuridica di Panza e poi girare a sinistra in corrispondenza del locale campo sportivo. A questo punto proseguire per la piana di Montecorvo, seguendo le indicazioni per via Pietra Brox dove ci sono i Giardini Arimei, una tenuta agricola di alcuni imprenditori del Nord, i fratelli Muratori, che hanno deciso di realizzare qui, sull’isola d’Ischia, uno dei loro vigneti più importanti.
Immediatamente a destra dell’ingresso dei Giardini, parte uno stretto sentiero di montagna che, oltre al fatto di essere in salita, non presenta particolari difficoltà, se non le precauzioni solite che è tenuto a rispettare chi fa trekking.* Grazie infatti all’opera pregevole dei volontari della ProLoco di Panza, il sentiero è stato ripulito dei rovi e in alcuni tratti puntellato sì da renderlo agevole a chi vuole inerpicarsi per questo lato del MonteEpomeo.


La Bocca di Tifeo, Forio d’Ischia
Meno di un chilometro e si arriva nei pressi di una fumarola - lungo i fianchi della montagna se ne vedono molte altre - in posizione panoramicissima, con lo sfondo di tutto il litorale di Forio e il primo piano di Punta Imperatore, la collina che cinge la famosissima spiaggia di Citara.

Lo spettacolo è notevole, non solo per il panorama ma anche per la vegetazione tutt’attorno, nonché per le diffuse testimonianze di un passato, nemmeno tanto lontano, nel quale i contadini del luogo si spingevano a realizzare terrazzamenti in posti assolutamente impervi, per sottrarre suolo coltivabile a una natura difficile.



La Bocca di Tifeo, Forio d’Ischia
Alla ProLoco di Panza va riconosciuto il merito di aver reso nuovamente fruibile un sentiero la cui importanza va oltre il dato naturalistico, ma investe direttamente l’identità, le origini di Forio e dell’isola d’Ischia. Il monito è allora quello di guardarsi indietro per andare avanti, rivalutando aspetti del passato rurale dell’isola che sono "attuali" e possono dare molto sotto il profilo turistico.

*Evitare le ore più calde della giornata, indossare scarpe e un abbigliamento adatti, munirsi di acqua, ecc.

24/04/15

Le mille ed una spiagge isolane

Il sole è di casa ad Ischia e ...l'acqua pure. Sono tantissime le spiagge dell'isola di Ischia e tutte con una particolarità: il mare limpidissimo.

Ischia porto e ponte

Nel comune capoluogo dell’isola Ischia troverete decine di spiagge private che dall’insenatura del porto giungono fino ad Ischia Ponte la propaggine est del territorio. Le spiagge libere sono poche: ne troverete due soltanto sul lido di Ischia, ma se raggiungerete Ischia ponte potrete fare il bagno alla spiaggia del Muro Torto, accanto al parcheggio della Sena oppure – e ve lo consigliamo – sulle due scogliere che costeggiano la strada che conduce al Castello Aragonese. Ad est: la baia di Cartaromana, con stabilimenti balneari ed una piccola spiaggia libera, vicina alle pozze di acqua calda termale; Cartaromana prende il sole soltanto nelle ore mattutine, mentre nel pomeriggio si trova in ombra.

Le mille ed una spiagge isolane
Al lato ovest del comune troverete poi la spiaggia degli Inglesi, raggiungibile dall’antico bellissimo borgo di Sant’Alessandro; troverete stabilimenti balneari e zone lasciate alla libera fruizione.

Barano

L’unica ma immensa spiaggia del comune si chiama “Maronti” e giunge fino a Sant’Angelo, il bellissimo borgo del comune di Serrara Fontana. Ai Maronti troverete stabilimenti privati e numerose spiagge libere; da segnalare le due fonti termali raggiungibili da questa spiaggia: l’Olmitello e Cava Scura.

La fonte termale di Cava Scura, gestita da privati, è un antichissima stazione per i bagni caldi frequentata già dagli antichi romani; il luogo è molto suggestivo immerso nel verde di una cava, con vasche scavate nella pietra, e una sauna in una grotta. Sempre sulla spiaggia dei Maronti, ma nella zona più vicina a Sant’Angelo, troverete delle fumarole che sbuffano dalla sabbia; la temperatura della sabbia accanto alle fumarole è altissima, tanto che si possono addirittura cuocere dei cibi. Le inalazioni del vapore “ferroso” che sbuca dal sottosuolo sono un toccasana per sinusite e malattie da raffreddamento.

Le mille ed una spiagge isolane
Serrara Fontana

Sant’Angelo è il borgo marinaro più chic dell’intera isola d’Ischia. Vi sono una piccola spiaggia privata e una grande scogliera affacciata sui Maronti, dove fare il bagno liberamente. Qui troverete uno dei fondali più profondi dell’isola, famoso per il suo corallo scurissimo, chiamato corallo nero. All’inizio di Sant’Angelo la baia di Cava Grado con una zona di spiaggia lasciata libera.


Le mille ed una spiagge isolane
Forio

Forio è il comune con il maggior numero di spiagge e baie, vi segnaliamo le più belle:

Sorgeto: nella frazione di Panza una piccola baia di ciottoli rotondi, con acqua calda sorgiva direttamente nel mare. La spiaggia è libera.

Citara: una immensa baia con decine di stabilimenti balneari privati ed una grande spiaggia libera Cava dell’isola, una grande spiaggia libera frequentata da giovani. Ai confini della spiaggia troverete un paio di bar – ristoranti dove è possibile noleggiare l’ombrellone, Cava dell’isola è una delle spiagge più calde dell’intera isola.

Gli scogli degli innamorati: tratto di costa a ciottoli, poco frequentato, per chi ama la privacy; bellissimo il fondale di un colore verde smeraldo.

San Francesco: altra bella baia con stabilimenti privati, due – piccole – spiagge libere. Panorama spettacolare sulla costa di Forio e sul balzo di Punta Caruso.

Zaro: piattaforma rocciosa di lava solidificata immersa nel bosco, difficile da raggiungere via terra. Si tratta del tratto di costa foriana più selvaggio, con una fondale ricchissimo adatto allo snorkeling. Assolato e assolutamente privo di punti di ristoro o centri balneari è sconsigliato ai bambini, agli anziani e a chi ha difficoltà motorie. Per giungervi bisogna calarsi ed arrampicarsi tra le rocce. Non per tutti.

Le mille ed una spiagge isolane

Lacco Ameno

La dolce baia di san Montano è la più bella di Lacco Ameno, con stabilimenti balneari, spiaggia libera ed una lunga scogliera. Caratteristica della baia è l’acqua molto bassa per decine di metri; spingendosi un po’ a largo, il fondale diventa profondo, con zone rocciose. A lacco ameno troverete anche alcune spiagge private nella zona del Fungo.

Casamicciola Terme

Stabilimenti privati lungo tutto il litorale con zone lasciate alla fruizione libera. La zona di mare più bella è quella del Bagnitiello, con pozze di acqua calda sorgiva direttamente nel mare; al Bagnitiello la zona lasciata alla libera fruizione è una grande scogliera che affaccia sulla spiaggia degli Inglesi.

18/04/15

Ischia, quattro giorni sulle tracce della storia

L'itinerario che vi proponiamo vi porterà alla scoperta della storia dell'isola di Ischia, attraverso luoghi spettacolari che si snodano tra terra e mare. Dai coloni Greci ai moti della rivoluzione napoletana, dall'epoca dei pirati al matrimonio di Vittoria Colonna con Ferrante D'avalos, duemila anni di storia hanno lasciato numerose tracce sul corpo verde dell'isola di Ischia.

Primo giorno

Il tour Ischia tra storia e mito comincia da Lacco Ameno, perchè è qui che inizia un periodo importantissimo per l'isola di Ischia, e non solo.

Nell'VIII secolo a.C. i coloni greci, provenienti dall'Eubea, sbarcarono a Lacco Ameno e vi fondarono Pithecusae, la prima colonia greca d'Occidente.

Per avere un'idea topografica di Pithecusae giungete a Lacco Ameno e recatevi sulla collina di Monte Vico: qui era l'acropoli greca con le dimore patrizie e qui, su questa bella collina negli anni '50 vennero alla luce durante degli scavi archeologici importantissimi reperti, tra cui la celebre Coppa di Nestore. Poi vi consigliamo di recarvi a san Montano, la bella baia dove oggi ci si reca soprattutto per fare il bagno, a quell'epoca era una grande necropoli.

Ischia, quattro giorni sulle tracce della storia
La necropoli si estendeva per almeno 500 metri in lunghezza; la larghezza è di circa 150 metri all'estremità verso mare; l'area interessata, di forma approssimativamente triangolare, misura pertanto più di 50.000 mq; questa necropoli venne utilizzata per mille anni, tra l'VIII secolo a. C. e il III d. C.

Dopo aver visto i luoghi di Pitecusae è il momento di andare ad osservare i reperti archeologici – non soltanto di epoca greca – che sono conservati nel museo di Pithecusae presso la Villa Arbusto a Lacco Ameno.

Per completare il quadro “archeologico” dell'isola bisogna il museo adiacente la chiesa di Santa Restituta, nella piazza del centro storico di Lacco Ameno.

Secondo giorno

Il secondo giorno lo dedicheremo alla storia medioevale e moderna; il punto di partenza sarà il Castello Aragonese.

Essendo stato il Castello densamente abitato dal XIII al XVII secolo circa, rappresenta un concentrato di storia isolana.

Tra le cose su cui soffermarsi c'è la cattedrale diroccata, perchè qui nel dicembre del 1509 Vittoria Colonna andò in sposa a Ferrante D'Avalos; la cripta affrescata della cattedrale, il cimitero della monache con gli scolatoi in pietra, dove venivano messi i cadaveri delle monache a consumarsi lentamente, mentre le sorelle vive si recavano a pregare, un “memento mori” molto forte, secondo l'uso del tempo.

Lasciato il Castello soffermatevi anche ad Ischia ponte, ricca di palazzi antichi.

Da non perdere: Palazzo Malcovati, - ci si giunge percorrendo la stradina adiacente la farmacia - costruito in parte nel mare; detto anche Scuopolo, il palazzo risale alla seconda metà del XVI secolo, ed aveva originariamente scopo difensivo.

Ischia, quattro giorni sulle tracce della storia
Palazzo Lanfreschi dei Marchesi di Bellarena, degli inizi del XVIII secolo.

Palazzo Lauro, sempre del '700, per molti anni sede dei governatori dell’isola.

Palazzo dell’Orologio, antica sede municipale e Palazzo Scalfati che si trova proprio all'inizio di Ischia ponte, anche questo un bell'esempio di architettura del '700.

Lasciate Ischia ponte e dirigetevi sulla vicina collina di Cartaromana, che potrete raggiungere a piedi attarverso via Soronzano, oppure – in estate - con taxi boat
per visitare la Torre di Guevara della fine del '400.

Internamente affrescata, la Torre era celebre soprattutto per il suo splendido giardino- ninfario alimentato da una sorgente dismessa celebrata da Giovanni Boccaccio nella V giornata del Decameron. Oggi dell'antico giardino c'è poca traccia, ma rimane comunque uno splendido luogo.

Terzo giorno

Il terzo giorno ci sposteremo a Forio, terra di incursioni piratesche tremende, tanto che vennero costruite tante torri di avvistamento - di cui oggi rimangono circa una decina.

Da visitare il Torrione, costruito nel 1480 è la prima e più importante fortificazione presente sul territorio del comune di Forio.

Una passeggiata per il centro storico di Forio vi pernetterò di ammirare pregevoli esempi di architettura civile come Palazzo Biondi, fine XVII sec.

Ischia, quattro giorni sulle tracce della storia
E – in una stradina laterale che porta al porto di Forio: Palazzo Covatta, dalla interessante facciata traforata.

Forio la visita si concluderà con la Chiesa del Soccorso, bellissimo esempio di architettura religiosa, che domina il mare e l'abitato di Forio.

Quarto giorno

Il quarto giorno lo dedicheremo al centro storico di Ischia dove partendo dal sagrato della chiesa di San Pietro, cominceremo un viaggio nell'Ottocento;

sul sagrato della chiesa furono infatti giustiziati aderenti alla rivoluzione napoletana del 1799, tra cui Pasquale Battistessa.

Poi dirigendoci verso il porto visiteremo Palazzo Reale.

Questo palazzo risale al '700, originariamente apparteneva alla famiglia Buonocore;
ma il re di Napoli se ne incapriccò e lo volle per sé.

Ischia, quattro giorni sulle tracce della storia
ll passaggio del Casino ai Borbone è sempre stato avvolto dal mistero. Vari autori sostengono che esso sia avvenuto per donazione, ma è certo che, anche se l’acquisizione avvenne in tal modo, non si trattò assolutamente di un atto spontaneo.

Subito dopo l’acquisizione, Ferdinando IV decise di affidare all’architetto di maggiore prestigio di quel tempo, ossia Carlo Vanvitelli, l’incarico di elaborare un progetto di sistemazione.

Dai Giardini della Reggia si può ammirare il porto di Ischia: un ex lago vulcanico che venne trasformato in porto nel 1854! L'inaugurazione avvenne il 17 settembre 1854 con una festa in pompa magna, alla maniera dei Borbone!

16/04/15

Giugno ad Ischia, giorni di sole e notti di luna nell'isola di eterna gioventù

Quando l'estate fa il suo ingresso sull'isola ed i giorni diventano più lunghi della notte, quando le cicale cantano nei pomeriggi assolati e l'orizzonte è avvolto in una cortina azzurra, è il momento di indossare costume sandali ed andare al mare. Il mare che ha un colore per ogni spiaggia o caletta di Ischia, intenso blu, verde giada o semplicemente bianco-cristallo. Un mare che nasconde fondali da esplorare con maschera e pinne, un mare da solcare con un gozzetto di pescatori, magari all'alba o al tramonto quando tutto si colora di rosa.

Giugno ad Ischia significa vivere l'estate, quella vera. L'estate fatta di bagni di mare, di sole, di giochi sulla spiaggia, ma anche della frescura dei giardini gonfi di piante, del venticello che stempera l'aria assolata, di passeggiate per magnifici viali alberati o per le strepitose vie dei negozi. 


Giugno ad Ischia è una vacanza memorabile

Giugno ad Ischia, giorni di sole e notti di luna nell'isola di eterna gioventù
E' il mese per buttarsi lo stress alle spalle,  trascorrendo giorni di benessere al mare ed alla terme, gustando le primizie dell'orto, acquistando oggetti d'artigianato, e vivendo sere di plenilunio nei più bei locali della costa tirrenica.

Quando l'estate giunge sull'isola tutto si accende di una luce abbagliantespiaggemaremontagna e colline hanno colori che riempiono di gioia lo sguardo e parlano al cuore. 



Giugno ad Ischia, giorni di sole e notti di luna nell'isola di eterna gioventù
Voi siete qui guancia a guancia col paesaggio marino, respirando l'aria frizzante dolce e salata della spuma marina, e volate nelle sfere del più alto benessere mai provato, vi sentite in perfetta armonia con il mondo, siete felici. 

Si, semplicemente, senza fare nulla. 



Se poi volete far qualcosa, allora di occasioni ad Ischia, a giugno ce ne sono di infinite. 




Giugno ad Ischia, giorni di sole e notti di luna nell'isola di eterna gioventù
Ad Ischia ogni hotel ha un reparto termale all'avanguardia, con possibilità di effettuare bagni in acqua termale caldapiscine kneippsaune naturalimassaggi e trattamenti estetici. L'acqua termale dell'isola di Ischia è particolarmente adatta alla cura di alcune patologie dell'apparato opsteoarticolatorio, respiratorio, ginecologico e nervoso. Quindi oltre alla cura per la bellezza della persona alle terme di ischia potete anche curare i vostri acciacchi. 


Giugno ad Ischia, giorni di sole e notti di luna nell'isola di eterna gioventù
Escursioni ecologiche nei posti più belli ed incontaminati dell'isolaescursionia cavallo per vivere la natura isolana in maniera sportiva e romantica; escursioni via mare con barchini per piccoli gruppi oppure con una barca presa in noleggio per essere indipendenti in questo soprendente giro dell'isola marino. 


Giugno ad Ischia, giorni di sole e notti di luna nell'isola di eterna gioventù
Alla scoperta della storia e delle radici isolane attraverso i suoi “monumenti” più celebri: il Castello Aragonesela torre di Guevara, i Torrioni di ForioVilla Arbusto ed il museo archeologico di Pithecusae, la villa Colombaia di Luchino Visconti, i palazzi antichi di Ischia ponte e Forio, le chiese dell'isola


Giugno ad Ischia, giorni di sole e notti di luna nell'isola di eterna gioventù
Le uve più dolci vengono coltivate qui, i vini più profumati sono un fiore all'occhiello per l'isola di Ischia. Si possono provare andando per antiche cantine a BuonopaneSerrara Fontana, al Ciglio oppure nelle trattorie rustico- chic dell'entroterra ischitano, insieme ai piatti forti della tradizione isolana come il coniglio alla cacciatora, la pasta fatta in casa e le verdure in padella.

Insomma giugno che vuoi, giugno che trovi ad Ischia.



Un altro motivo per venire ad Ischia a giugno, la nostra super Offerta !  

14/04/15

Ischia, l'eleganza tra mare e monti di Leonardo Felician

Oggi condividiamo un bellissimo articolo pubblicato sul sito della Repubblica che parla della nostra bellissima Ischia, non solo noi parliamo bene della nostra adorata Isola :-) 

Ischia, l'eleganza tra mare e monti
di Leonardo Felician laRepubblica

Nobile quanto Capri, seppur meno snob, l'isola del Golfo di Napoli offre opportunità balneari, ma anche di trekking e di relax nei siti termali. Tutto l'anno. 

Antica colonia greca nel golfo di Napoli, assurta a fama internazionale nel XIX secolo per le sue località di cura termale, l'elegante e appartata l'isola vulcanica di d'Ischia è una meta turistica ricercata in ogni stagione: d'inverno per la mitezza del clima e d'estate per la bellezza delle spiagge, spesso sabbiose in un mare di roccia a strapiombo dall'acqua limpidissima


Ischia, l'eleganza tra mare e monti
Più grande e meno snob di CapriIschia è montuosa e coperta da una vegetazione lussureggiante di agrumetipineticastagneti e vigneti: ha un perimetro di una quarantina di chilometri e si può girare facilmente in macchina, in taxi o con comodi autobus di linea, su buone strade, ma le distanze spesso non sono un problema e permettono di muoversi anche a piedi, che è senza dubbio il modo migliore per apprezzare le bellezze dell'isola, il suo paesaggio ordinato, gli splendidi scorci panoramici e i diversi paesi, che presentano tutti forti individualità. A nord-est si trova il capoluogo, Ischia, suddivisa nelle due località di Porto e Ponte: da non perdere una puntata al punto più fotografato dell'isola, il Castello Aragonese di Ischia Ponte. Sulla spiaggia antistante è stato girato il film "Il talento di Mister Ripley" dal romanzo di Patricia Highsmith, interpretato da Matt Demon. 


Ischia, l'eleganza tra mare e monti
Al centro della costa settentrionale Casamicciola Terme è una gradevole località di soggiorno che dal mare si arrampica sulla collina. Ancora sulla costa settentrionale, Lacco Ameno si sviluppa intorno alla piazza centrale con il santuario di Santa Restituta: a poca distanza si trova il parco idrominerale di Negombo, il miglior stabilimento dell'isola, sulla baia di San Montano immersa in una fitta vegetazione con due dozzine di piscinevasche, cadute d'acqua termali di diversa dimensione e temperatura, da 18 a 38 gradi.


Ischia, l'eleganza tra mare e monti
Sulla costa occidentale, Forìo d'Ischia è il luogo migliore per ammirare il tramonto con il sole che scende sul Tirreno. In tutte le località si trovano piccoli negozi dove è piacevole fermarsi a contrattare: tra i suggerimenti per gli acquisti, artigianato localeceramicheborse da spiaggia, e tanti prodotti alimentarivinifrutta, tra cui i celebri limoni, liquori come il tradizionale limoncellotorroni e altri dolci a base di limone prodotti da fornitori locali. 


Ischia, l'eleganza tra mare e monti
[…] Alle fonti delle terme Gurgitiello a Casamicciola Terme venne a curare le sue ferite anche Giuseppe Garibaldi dopo la celebre battaglia d'Aspromonte. Il ristorante Mosaico è il regno del giovane chef ischitano Nino Di Costanzo, che in breve ha guadagnato due stelle Michelin per l'innovazione, il talento e la passione creativa nella presentazione dei piatti che interpretano la cucina del territorio rivista in maniera sorprendente. 


Ischia, l'eleganza tra mare e monti
Arrivare a Ischia in traghetto o in aliscafo non è difficile: a Napoli basta recarsi al molo Beverello, al centro del porto, non lontano dalla stazione ferroviaria e dall'aeroporto di Capodichino, cui è collegato in 20 minuti con un comodo AlibusGli aliscafi raggiungono con partenze alternate Ischia Porto e Forìo d'Ischia, la crociera è gradevole e scenografica con belle visioni su Procida.

12/04/15

Alla scoperta dell'isola di Ischia in bicicletta

Un percorso vicino al mare pianeggiante e profumato di salsedine, un tratto collinare un po' in salita tra villini fioriti e verdi parchi pubblici, un saliscendi tra viottoli di montagna e mulattiere, una picchiata in discesa ad alto tasso di panorama. Raggiungere una spiaggia per una sosta marina, un tuffo e via... si riparte per girare ancora l'isola in sella al destriero più ecologico del mondo ( dopo il cavallo!) : la bicicletta.

Ischia e la bicicletta un connubio perfetto ! 

I tempi lenti di questa terra baciata dal sole tutto l'anno, il nastro di strade panoramiche che gira intorno all'isola, i percorsi in salita dove è possibile "testare la gamba" ed allenarsi seriamente, ma anche i circuiti da passeggiata spensierata, aprono le porte a sportivi e amatori.

Alla scoperta dell'isola di Ischia in bicicletta
Per chi gira in mountain bike Ischia è una vera ghiottoneria di circuiti "difficili": stradine sterrate, mulattiere in collina, lembi di terra ciclabile tra campagne e vigneti.

Tra i top ten segnaliamo:

Campagnano-Piano Liguori- Monte Vezzi, un incredibile percorso ultra-panoramico, dove il paesaggio è protagonista assoluto per tutto l'itinerario.

Alla scoperta dell'isola di Ischia in bicicletta
Si parte da una strada asfaltata che si apre su un panorama marino con le isole di Procida e Vivara e la sagoma impalpabile del Golfo di Napoli, eppoi ci si immette in piccoli viottoli campestri nella zona di Piano Liguori, dove tra i vigneti la vista è stupefacente: baie color smeraldo e l'isola azzurra di Capri, unica terra nell'azzurro di cielo e mare, che domina la scena; poi si raggiunge un bosco ombroso e profumato di mille essenze, anche qui in cima alla collina un panorama mozzafiato: con un solo sguardo si domina metà isola dal porto di Ischia a Sant'Angelo!

Bello anche il percorso del Cretaio, collina che si trova tra i comuni di Barano e Casamicciola e offre la possibilità di esplorare in sella alla bike angoli molto interessanti dal punto di vista geologico e naturalistico tra pinete e ex crateri, fumarole e - come sempre sull'isola - squarci panoramici indimenticabili, da qui si gode una insolita vista sul porto di Ischia a volo di uccello; ma il bosco del Cretaio può essere solo un giro di "riscaldamento" per affrontare poi la salita verso Piano San Paolo, una zona immersa in un castagneto che conduce ai piedi dell'Epomeo, il monte più alto dlel'isola dove secondo la leggenda riposa il gigante addormentato Tifeo. 

Si può continuare il percorso in ascesa oppure girare la testa al cavallo di ferro e dirigersi a Buonopane, attraversando la collina di Candiano oppure tornare indietro verso il Cretaio però attraversando una stradina parallela a quella percorsa in salita, un viottolo un po' nascosto dentro una valle di felci giganti che costeggia la sorgente di Buceto.

Alla scoperta dell'isola di Ischia in bicicletta
La terza proposta è Serrara Fontana - Frassitielli - Falanga; questo percorso è anch'esso ai piedi dell'Epomeo, ma dal lato ovest dell'isola.

Si parte da Serrara Fontana e percorrendo una strada asfaltata in salita si raggiunge la località Frassitielli, una stradina di montagna che si apre sul panorama di Panza e Forio, circondata dalle piante più belle della macchia mediterranea: in estate il giallo delle ginestre e il viola dei cardi tappezzano la collina, tra cespugli di cisto, erica e mirto. Il profumo è avvolgente! Dopo un boschetto di rubinie, alberi dai fiori bianchi profumatissimi, si raggiunge il re dei boschi isolani La Falanga, dove castagni fittissimi creano una impagabile frescura d'estate.

La caratteristica di questo bosco sono le case nella pietra, dimore antichissime scavate dall'uomo nella roccia morbida dei massi tufacei caduti dall'Epomeo.

Alla scoperta dell'isola di Ischia in bicicletta
Un villaggio agricolo dal fascino preistorico qui dove fin al 1700 si coltivava la vite, e infatti esistono ancora antichi palmenti anch'essi scavati nel tufo! Attraversando la Falanga si giunge ad un sentiero maestro che si biforca in vari viottoli, a voi la decisione di scegliere: il nord e quindi la discesa verso Casamicciola terme, a prova di salto, oppure ovest con la più semplice discesa verso Forio passando per Santa Maria al Monte, anche questo un piccolo villaggio campestre tutto da scoprire!

Sono solo alcune proposte. L'isola ne offre di innumerevoli altre, tutte fantastiche.

E in omaggio alla febbre da bici che appassiona l'isola ricordiamo che l'11 maggio 2014 si terrà ad Ischia la gara di fondo 100 km.

Si partirà da Ischia Ponte, per poi dirigersi verso Barano e rientrare dal lato di Lacco Ameno. Due i percorsi: medio, che comprende 2 giri dell’Isola per 70 km e 1500 mt. di dislivello e lungo che si svilupperà su  3 giri dell’Isola per 100 km e 2200 mt. di dislivello.

10/04/15

Il sentiero della Pelara

Vorremmo indicarvi uno dei punti più ad adatti ad apprezzare la natura di questa isola.

Vorremmo proporvi un sentiero, un luogo, un esperienza indimenticabile che il turista, il viaggiatore, l'uomo deve assolutamente fare. Vorremmo raccontarvi della "Pelara", una minuscola baia incastrata tra la "Guardiola" e il "Monte di Panza", conosciuta da pochi oggi, meta esclusiva per chi vuole riscoprire l'identità selvaggia e la testimonianza viva del nostro passato.

Le architetture naturali che la caratterizzano la definiscono un geosito di importanza notevole per il nostro territorio ed è anche per questo che una passeggiata alla "Pelara" non deve assolutamente mancare.

Il sentiero della Pelara
Si parte dalla piazzetta di Panza, passando accanto alla chiesetta di San Gennaro, presto si lascia la strada asfaltata, gradualmente si superano le tracce della civiltà contemporanea, a volte indisciplinata, poi si incontrano le tracce della civiltà contadina ormai trascurata e infine è la volta della natura incontaminata. Ci inabissiamo letteralmente in un mare di verde. I gradini in legno e il corrimano realizzato dai volontari della Pro Loco di Panza e la rigogliosa vegetazione rendono il percorso particolarmente piacevole. 

Prima lecci e querce poi corbezzoliginestreeriche ed ancora un tappeto di felci; la generosità della natura ci confonderà, inebriandoci di colori e odori, le mani saranno curiose di accarezzare i cespugli argentei dell'assenzio o gli ombrelli bianche delle carote selvatiche. Persi in questo paesaggio rimarremo imbarazzati dalla lava che nuda si immerge nel mare. E' l'ultimo tratto del nostro percorso, quello più selvatico, impervio, ma che ripaga abbondantemente le nostre fatiche. 

Il sentiero della Pelara
E' l'incontro del fuoco con l'acqua, è l'attrazione dei due opposti a generare tanto fascino. Uno spettacolo unico, mozzafiato; natura, solo natura, anche il nostro respiro è di troppo, cercheremo di trattenerlo per paura di rompere l'incanto, ma per fortuna nessuno, ne Eolo né Nettuno hanno rotto questo incantesimo che da millenni si ripete. La Pelara è uno di quei luoghi che impone rispetto, lo conoscerete, lo amerete, lo custodirete nell'anima perché l'immagine che fisserete nella vostra mente è ristoro per la vita. 

Il sentiero della Pelara
Quando sarete giunti all'estremità del sentiero, sarete invasi da immagini e sentimenti contrastanti. Ad attendervi sono i duomi lavici che accarezzati dal vento e dalla salsedine, si presentano imponenti, austeri, proiettati verso il cielo e voi posti sul ciglio del costone quasi a toccare il mare vi sentirete parte di questo paesaggio. Alle vostre spalle l'irruenza causata da un dinamico e a volte minaccioso passato remoto di almeno 28.000 anni. La roccia che difende la roccia, lava variopinta che si sovrappone e si intreccia in un apparente equilibrio precario. La roccia, la dimensione fisica della nostra vita, il nostro corpo. Davanti a voi la serenità di un orizzonte inviolabile: il mare, la dimensione spirituale della nostra vita, la nostra anima...