30/08/15

Il Calise Ischia

Oggi vi vogliamo presentare un luogo, un bar, una pasticceria, un mito dell'isola di Ischia, il Calise.


Il Calise Ischia
Il bar Calise d’Ischia ha aperto alla fine degli anni sessanta nella sede attuale di piazza degli eroi. A quei tempi la piazza non aveva l’importanza nevralgica d’oggi ma era soltanto un luogo tranquillo a ridosso della pineta. Nel corso degli anni la struttura Ha conosciuto numerosi cambiamenti ed ammodernamenti fino ad arrivare al 1990 anno nel quale si è svolto l’ultimo ammodernamento.


Il Calise Ischia
Oggi la struttura è diventata un luogo di ritrovoappuntamento, dove andare prima o dopo il cinema per un aperitivo o per gustare numerosi desserts. L’ambiente è sicuramente di gusto europeo e ci si può immergere in una tranquilla serata ascoltando le canzoni della tradizione napoletana immersi in un giardino senza eguali. Ma il bar Calise vuol dire soprattutto desserts, vi potete trovare più di 50 tipi di torte ed una vastissima scelta di pasticceria fresca e biscotteria dai babà alla famosa pastiera ed alle nostre torte a base di fragoline fresche.

La Storia

L’attività è iniziata dai primi del 900 con i nonni degli attuali proprietari.

Era un piccolo bar-coloniali situato in Casamicciola alla Piazza Marina n. 26, dove si trova tutt’ora, vicino al porto e destinato a quei pochi clienti, per lo più commercianti di vino e di prodotti agricoli, che andavano a Napoli a vendere le loro mercanzie.

Dal 1925 subentrò il padre degli attuali proprietari, Francesco, che è il vero fondatore della ditta.

Aveva frequentato corsi di pasticceria a Napoli presso i migliori pasticceri dell’epoca e, ritornato a Casamicciola, si sposò con Mazzella Elisabetta ed insieme iniziarono la grande avventura del “Bar Calise”.


Il Calise Ischia
Il Cav. Francesco era addetto alla produzione di pasticceria e la moglie con l’aiuto di un barista dirigeva le vendite.

Nel frattempo erano nati i figli: MariannaEmidioElsa e Maria che pian piano aiutavano i genitori ed imparavano il duro mestiere di imprenditore.

Si giunge così al 1960, anno in cui si pensò di acquisire un terreno ad Ischia a Piazza degli Eroi per costruire un bar in previsione del grande sviluppo che si stava verificando in quel Comune.

Acquisirono il terreno, venne costruito un piccolo bar, poco più grande di un stanza con annesso, nel piano sottostante, un mini laboratorio.

La direzione fu affidata al figlio Emidio che, avendo completato gli studi, era pronto per dirigere il nuovo complesso.

I primi tempi furono duri ma poi il tempo ha dato ragione alle previsioni fatte ed oggi è il più grande complesso ad Ischia con un bellissimo giardino tropicale dotato di bar-pasticceria-gelateria-rosticceria nonché d’estate di un caffè-concerto all’aperto ed un piccolo gazebo dove si possono degustare meravigliose sfogliatelle, cornetti e cappuccino fino all’alba.


Il Calise Ischia
Nel 1969 venne rilevato in Casamicciola “EL CAPRICHO DE CALISE” vicinissimo al nuovo porto turistico che è aperto solo d’estate e dove si possono assaggiare trenta tipi di pizze e ballare con la musica dolce del pianoforte o ascoltare le più belle melodie napoletane al suono di chitarra.

Dal 1999 la direzione del laboratorio di pasticceria è stata affidata a Michele, figlio di Marianna, che ha perfezionato la sua preparazione seguendo corsi di pasticceria in Italia e all’estero, dando cosi un’impronta più moderna ed internazionale alla  produzione.

Dal 2003 si sono ampliati i punti vendita con l’apertura del bar “Calise al porto”, posto sul Porto d’Ischia e meta di passaggio di tutti i turisti.

Nel 2005 al locale di Piazza degli Eroi si è aggiunto il night “O Spasso” di tipo arabeggiante.


Il Calise Ischia
La pasticcieria

È importante sottolineare come il gruppo Calise dia una forte impronta alla pasticceria e gelateria.

Tutti i pasticcieri seguono corsi di specializzazione per essere al passo con i tempi, ed oggi formano un gruppo unico per affiatamento e competenza .

Molto importante è la scelta delle materie prime selezionate che si riflette nell’altissima qualità della produzione che è priva di conservanti in quanto si crede nella linea naturale dell’alimentazione.


Il Calise Ischia

28/08/15

Ischia da scoprire, i 10 luoghi meno conosciuti dell'isola

Di cose da fare e vedere a Ischia ce ne sono davvero tante. Certo, il Monte Epomeo, i parchi termalii museile chiese, il Castello Aragonese, i borghi marinari, quelli contadini ecc. 

Tuttavia, la differenza la fanno sempre i dettagli. Nel nostro caso, quei luoghi che normalmente sfuggono al mainstream turistico. Di che si tratta? Si tratta di rocce, mare, boschi, fumarole, panorami che in qualche modo vanno conquistati. 

Una specie di "turismo dell'urgenza" dettato dalla voglia, sempre più diffusa, di scoprire cose nuove, e di farlo, possibilmente, prima che la natura modifichi lo stato di luoghi bellissimi ma, in più di un caso, fragili dal punto di vista geologico. 

Di seguito la speciale lista dei 10 luoghi meno conosciuti a Ischia.

VIA ANDREA MATTERA

Al primo posto, di diritto, nelle 10 passeggiate più belle da fare a Ischia, Via Andrea Mattera merita il primato anche in questa speciale top list. L'obiezione potrebbe essere che a furia di parlarne il luogo poi tanto sconosciuto non lo è più. Solo, continuano a vedersi molti più turisti stranieri che italiani, e perciò è importante continuare a valorizzare quest'alveo naturale interamente lastricato che unisce il belvedere di Serrara all'esclusivo borgo di Sant'Angelo.

10 luoghi meno conosciuti dell'isola; Via Andrea Mattera

VIA IESCA

Imboccando Via Andrea Mattera, oltre che a Sant'Angelo, si arriva anche ai Maronti. Bisogna percorrere Via Iesca una delle strade più sbalorditive che ci sono a Ischia. Una cava tufacea che regala scorci inconsueti della spiaggia più grande dell'isola. È preferibile, però, fare il percorso inverso, dai Maronti fin sul belvedere di Serrara. Il motivo è che in salita le articolazioni vengono sollecitate di meno, tanto più che la strada è sdrucciolevole in diversi punti e in discesa la possibilità di scivolare è senz'altro più elevata.

PIZZI BIANCHI

Sulla spiaggia dei Maronti si arriva anche da Noia, piccolo borgo contadino della frazione di Fontana celebre per i Pizzi Bianchi, piramidi di terra molto simili ai più famosi "Camini delle fate" del Göreme National Park. Il sentiero è impervio, adatto a escursionisti esperti, e comunque da non affrontare mai in solitaria. Al netto di queste doverose puntualizzazioni quella dei Pizzi Bianchi è l'escursione che meglio svela le peculiarità geologiche del versante meridionale dell'isola solcato da profondi canyon che declinano fino a mare.

VIA GIORGIO CORAFA

Ma non è finita, perchè ai Maronti si arriva pure da Via Giorgio Corafà, per secoli unico collegamento tra il borgo di Testaccio e la spiaggia. Anche in questo caso si tratta di un alveo lastricato, un tempo frequentato dai mercanti e i pescatori di questa parte dell'isola. L'opera fu voluta dal conte Corafà, vicerè del Regno di Napoli di stanza a Testaccio per curarsi nella famosa stufa della frazione. La strada gli consentì di raggiungere più agevolmente le due sorgenti di Olmitello e Cavascura, pure queste celebri per la salubrità delle acque.

10 luoghi meno conosciuti dell'isola; Via Iesca

SENTIERO DELLE BAIE

Sempre a Testaccio, proprio di fronte via Corafà, comincia anche il sentiero che porta al Monte Cotto, una piccola collina alla cui sommità durante la II guerra mondiale fu costruita una guardiola militare con funzioni di avvistamento e difesa. Della guardiola è rimasto il rudere, mentre il panorama, stupendo, è ancora lì ad ammaliare chi capita da queste parti. Non a caso, il comune di Barano a inizio millennio ha provveduto a segnalare questa splendida escursione che non presenta grosse difficoltà.

PIANO SAN PAOLO

Una spiaggia fossile a 460 metri sul livello del mare a metà strada tra Buonopane e Fiaiano, entrambe frazioni del comune di Barano. Uno spiazzo circolare in mezzo al bosco, l'ideale per un picnic in famiglia e con gli amici. Qui, ogni anno, la prima domenica di giugno, si svolge la "Festa della Ginestra", tradizionale scampagnata organizzata dal gruppo folk 'Ndrezzata di Buonopane. Mezza giornata di balli, canti e tanto buon cibo in mezzo la natura straripante, quasi tropicale, di questo versante dell'isola.

10 luoghi meno conosciuti dell'isola; I pizzi Bianchi

PIANO LIGUORI

Panorami mozzafiato, pendii scoscesi interamente coltivati e tanta, tanta quiete. Piano Liguori dista appena tre chilometri da Ischia Porto, eppure la distanza sembra molto maggiore. Un posto bellissimo che spiega perchè i contadini ischitani riuscivano - e riescono ancora - a sopportare la fatica della vita nei campi. Merito della suggestiva vista di Punta San Pancrazio, estremità sud-orientale dell'isola. La strada per arrivare fin quassù, a quasi 300 metri sul livello del mare, comincia di fianco la chiesa Ss. Annunziata nel borgo di Campagnano.

PUNTA SAN PANCRAZIO

Volendo, da Piano Liguori (o dallo Schiappone) si arriva fino all'estremità di Punta San Pancrazio. La passeggiata è un po' faticosa; in alcuni punti il terreno è sdrucciolevole, però ne vale assolutamente la pena. Macchia mediterranea, vigneti, scorci mozzafiato e, per finire, più di un ettaro di oliveto proprietà della famiglia Trani, titolare anche del bel ristorante che domina Piano Liguori. L'escursione non è adatta a tutti, però chi può farà bene a non lasciarsi sfuggire quest'occasione.

10 luoghi meno conosciuti dell'isola, Via Giorgio Corafa
PIETRA DELL'ACQUA

Un mega blocco di tufo verde, uno dei tanti del versante sud-occidentale dell'isola, trasformato in una cisterna per la raccolta dell'acqua piovana.
L'ingegno delle antiche maestranze agricole davvero non conosceva limiti, svelando una straordinaria capacità di adattamento all'ambiente che purtroppo è andata per gran parte dispersa. Restano però numerose tracce, memoria storica di un passato che ha ancora molto da insegnare a patto di avere la voglia di scoprire il lato meno commerciale dell'isola d'Ischia.

FUMAROLA DEL PIZZONE

Le fumarole a Ischia si trovano tutte in luoghi bellissimi. Quella del "Pizzone", in località Fango, particolarmente. Meraviglia, stupore, incanto, si sprecano le parole per restituire il piacere di questo scorcio del litorale di Forio. A maggio, in occasione di "Andar per Sentieri" guide esperte locali vi condurranno alla scoperta di questo luogo incantevole, ancor di più con i colori, i profumi e il clima mite della primavera ischitana. Un'occasione da non perdere se siete amanti della natura e delle passeggiate nel verde.

26/08/15

Il Fungo di Lacco Ameno, Ischia

Il Castello Aragonese e gli scogli di Sant’Anna, a Ischia. La Torre di Sant’Angelo, Pietra Martone, Pietra dell’Acqua e Pietra Perciata a Serrara Fontana. Le Pietre Rosse, la Pietra della Nave, gli Scogli degli Innamorati, la Pietra dell’Impiccato, a Forio.

Ancora, San Pancrazio, la Scarrupata, la Scannella, la Pelara, Sorgeto, Punta Caruso, solo per citare alcune delle insenature più famose. E poi la Grotta del Mago, quella di Mario e quelle di Mavone se invece ci si volesse soffermare sugli anfratti costieri.

Il Fungo di Lacco Ameno, Ischia
Insomma, si può benissimo studiare un itinerario "insolito" di Ischia seguendo le pietre, le insenature, le grotte che pure hanno grandemente contribuito - insieme alle terme, al mare, al sole, alla salubrità dell’ambiente -, a rendere celebre l’isola più grande del Golfo di Napoli.

Non solo si può fare, ma c’è chi lo fa e chi lo ha già fatto. A patto però di non dimenticare lo scoglio più importante di tutti: "Il Fungo" di Lacco Ameno. Qualcuno addirittura sostiene che il Fungo sia più famoso di Santa Restituta, patrona di Lacco Ameno e dell’intera isola d’Ischia.

Il Fungo di Lacco Ameno, Ischia
Il Fungo è un megablocco tufaceo, uno dei tanti che si trovano nel fondale marino a nord dell’isola d’Ischia. L’azione congiunta di acqua, mare e vento ha conferito la caratteristica forma che ne suggerisce il nome e, come non bastasse, la Provvidenza ha "disegnato", proprio davanti lo scoglio, una piccola spiaggia per la gioia di turisti e residenti. Scoglio e spiaggia che si trovano proprio all’ingresso del paese, come solo nella vicina Forio e in qualche isola del Peloponneso.

Il Fungo di Lacco Ameno, Ischia
Se poi le considerazioni sin qui svolte non dovessero essere sufficienti, bisogna rivolgersi alla favola, al mito. Del resto, le leggende servono proprio a vivificare luoghi e situazioni che altrimenti rimarrebbero soltanto immagini anonime. Nel caso specifico soltanto pietre. E invece il Fungo di Lacco Ameno nella fantasia del poeta e scrittore locale Giovangiuseppe Cervera diventa "dimora eterna" di due giovanissimi amanti, a cui il destino aveva negato la fuga d’amore nell’immenso mare di Ischia:

Il Fungo di Lacco Ameno, Ischia
"Il fato fu inesorabile, come a quel fanciullo e a quella fanciulla che troppo presto si amarono e vollero fuggire nell’immenso mare. Essi perirono insieme, e la natura, affranta, eresse loro nel mare un tumulo, un Fungo che sotto l’alcova della sua ombrella veglia ancora il riposo dei piccoli".

24/08/15

Procida: visita all'ex carcere di Terra Murata

Se parlate con un procidano, di quelli che conoscono a menadito la storia dell’isola, vi dirà solo alla fine che la fortezza di Terra Murata è stata - anche - un penitenziario. Il racconto indugerà sull’origine rinascimentale del palazzo realizzato nel 1563 da Innico D’Avalos, e ancora sul successivo decentramento abitativo che nel ‘700 diede il là al complesso sistema dei Casali attorno la fortezza (Casale Vascello, Marina Grande, la Corricella). In altri termini, è chiaro il tentativo di non appiattire la storia del Castello di Procida su un particolare durato "soltanto" 150 anni, tanto lungo è stato il periodo durante il quale il complesso di Terra Murata è stato "esclusivamente" una prigione. Prima con i Borbone e poi con lo Stato italiano.

Procida: visita all'ex carcere di Terra Murata
Non che fare emergere gli aspetti legati alla storia politica e urbanistica dell’isola sia un’operazione sbagliata - tutt’altro - e però quando si mette piede per la prima volta nell’ex carcere di Procida sembra di sentire ancora il tintinnio delle chiavi delle guardie e le voci dei detenuti che vi sono stati rinchiusi fino al 1988. Molti per omicidio, come Frank Mannino, storico esponente della Banda Giuliano. Quasi tutti impegnati nelle diverse attività lavorative previste dal regime carcerario: soprattutto l’agricoltura, e poi le telerie e l’officina meccanica appena dopo l’ingresso nell’istituto di pena.

Procida: visita all'ex carcere di Terra Murata
Insieme agli ambienti del carcere (le celle multiple, quelle singole, i corridoi, le torrette di guardia, gli alloggi dei secondini) sono il vento e il panorama struggente gli altri elementi di fascinazione di un luogo duro e bellissimo allo stesso tempo: un’"isola nell’isola" come titola il libro scritto dal Dott. Giacomo Retaggio per 25 anni medico del carcere di Procida.

Procida: visita all'ex carcere di Terra Murata
Ebbene, quest’"isola nell’isola" diverrà il volano del definitivo sviluppo turistico di Procida. Almeno queste sono le intenzioni dell’amministrazione comunale che nel 2013 ha acquisito il bene dal demanio e nel 2014 lo ha aperto per la prima volta (una tantum) al pubblico.

Procida: visita all'ex carcere di Terra Murata
Noi siamo andati a vedere questo "luogo della memoria" che si appresta, negli anni a venire, a essere trasformato in un complesso turistico (albergo, sale congressi, ristorazione, intrattenimento, benessere) e culturale (percorso museale, scuola e spazi per master, laboratori, vigna orto e parco). Sperando che insieme alla "nuova" vocazione turistica dell’area, anche le numerose tracce della precedente destinazione d’uso vengano adeguatamente valorizzate. Come testimoniano le immagini, non farlo sarebbe un errore.

Magia dell’isola di Procida!!!

22/08/15

Ischia: 5 esperienze fuori dal comune

Ischia è un'isola capace di regalare esperienze insolite, fuori dal comune. Una caratteristica che la rende profondamente diversa da altre località, magari più glamour, ma in qualche modo prigioniere dei propri cliché. A Ischia no. Che si tratti di terme, mare, montagna, la possibilità di far qualcosa di diverso è maggiore che altrove. Perciò, se state programmando la vostra estate a Ischia, segnatevi queste "dritte". Non ve ne pentirete!

1 - Cavascura

Si fa presto a dire terme. Uno pensa agli hotel con Spa e centro benessere, a super accorsati parchi termali con piscine, giardini fioriti, ristoranti, reparto wellness e discesa a mare. E invece no. O meglio, non solo. A Ischia ci sono anche le terme di Cavascura, sicuramente più spartane rispetto al vicino Parco Aphrodite, e però assolutamente da provare per rendersi conto, da vicino, del miracolo della natura ischitana. Bisogna avventurarsi in un canyon alle spalle della spiaggia dei Maronti, lasciando che un piccolo ruscello d’acqua faccia da guida. Circa 300 metri e si arriva davanti a una sala termale all’aperto, probabilmente già nota ai Romani che sull'isola fondarono la piccola colonia di Aenaria. Nelle pareti di tufo che sovrastano la cava ci sono delle grotte in cui si riversa l'acqua termale che sgorga dalla montagna, e inoltre sono state realizzate piccole docce per lavare via le applicazioni a base di fanghi originatisi dal contatto dell’acqua termale con l’argilla. Ovviamente, per una completa "remise en forme", non poteva mancare la sauna naturale. Da non perdere!

Ischia: 5 esperienze fuori dal comune 

2 - Scannella

Se avete bisogno di staccare la spina, segnatevi questo posto. Che poi, alla Scannella, il telefono davvero non prende e perciò "staccare la spina", in questo caso, è più che una metafora ben riuscita. Infatti, il piccolo hotel-ristorante sulla baia è stato inserito in una speciale classifica dei "luoghi del silenzio", attività - cioè - che fanno della tranquillità il loro business principale. Ci sono giorni in cui gli unici rumori di quest'insenatura, poco distante dal faro di Punta Imperatore, sono la risacca del mare e il canto dei gabbiani in volo. Goderne mentre si è immersi in una delle piscine ricavate negli scogli, o davanti a uno dei tanti piatti della tradizione marinara preparati dal ristorante, è un'esperienza da provare assolutamente. Alla Scannella si arriva, via terra, da un sentiero lastricato poco distante dall'Hotel St.Leonard, noto 4 Stelle di Panza, frazione del comune di Forio. Via mare, invece, da Sant'Angelo, con le lance della Cooperativa Battellieri di San Michele, patrono del borgo.

Ischia: 5 esperienze fuori dal comune 

3 - Grotta del Mago (e il giro dell'isola via mare)

Le coste dell'isola d'Ischia sono disseminate di grotte e anfratti di tutte le dimensioni. Ce n'è una, però, che per bellezza e storia avrebbe meritato ben altra fama. Stiamo parlando della Grotta del Mago, che si trova tra le due baie di Cartaromana e Punta San Pancrazio, versante orientale dell'isola d'Ischia. Negli anni '30 del secolo scorso questa grotta - secondo la leggenda, abitata da un gigante dalla fluente barba bianca - fu al centro di un'accesa disputa tra chi ne sosteneva l'origine umana e chi, al contrario, quella naturale. Secondo i primi si trattava di un antichissimo tempio dove venivano officiati culti solari; viceversa, a detta dei secondi, non c'era alcun indizio che autorizzasse tale versione, a meno di non interpretare, erroneamente, le scalanature lungo le pareti della caverna come segni di attività dell'uomo. Fatto sta che questa grotta è uno dei posti più sbalorditivi dell'isola d'Ischia, ammirabile in canoa, a bordo di piccole imbarcazioni, o più comodamente dall'esterno effettuando il giro dell'isola d'Ischia via mare.

Ischia: 5 esperienze fuori dal comune 

4 - Tramonto al Monte Epomeo

Sono tante le escursioni che si possono fare a Ischia. Ce n'è una, però, che per fascino, probabilmente, batte tutte le altre. È il tramonto sul Monte Epomeo, per assistere dai 789 metri della vetta al momento in cui il sole si tuffa in mare alle spalle della piccola isola di Ventotene. Diverse le guide e le associazioni che organizzano questa particolare escursione. Segnaliamo l'associazione Nemo e i ragazzi di Epomeo in sella

Ischia: 5 esperienze fuori dal comune 

5 - Capri

Chi viene in vacanza a Ischia generalmente dedica una o più giornate alla classica "gita fuori porta". Del resto, Napoli, Procida e Capri sono tutte a poche miglia di navigazione, e perciò non approfondire, almeno un po', la conoscenza delle tante meraviglie del Golfo più bello del mondo sarebbe un vero peccato. Dovendo scegliere, suggeriamo Capri, specie d'estate quando i collegamenti diretti con Ischia sono frequenti. La Grotta Azzurra, la vista dei Faraglioni dal belvedere di Via Tragara, i Giardini di Augusto, la splendida Villa San Michele di Axel Munthe sono alcune delle bellezze che si possono ammirare in un giorno a Capri, una delle isole più famose al mondo a solo un'ora di aliscafo da Ischia.

Ischia: 5 esperienze fuori dal comune 

20/08/15

Il gelato artigianale Ischitano

Il gusto corposo delle creme, la soavità dei semifreddi, la fresca ariosità dei sorbetti. La tradizione dolciaria ischitana ha un passato antichissimo e ricette che risalgono a tempi remoti e luoghi lontani: come il gelato. Consumato come dessert il gelato artigianale è così ricco e sano che può anche sostituire un pasto, soprattutto in estate quando si ha voglia di cibi freddi.

Se siete in vacanza sull’isola di Ischia recatevi in una delle tante pasticcerie e gelaterie artigianali, nei borghi storici ce ne sono di veramente antiche celebri, e provate tutta la dolcezza di un gelato ischitano sappiate che state assaporando una ricetta che è giunta nel sud Italia dall’Arabia!

Il gelato artigianale Ischitano 
Dalla Sicilia il gelato giunse in tutta l’Italia del Sud e a Napoli dove cominciò una scuola gelatiera altrettanto famosa di quella siciliana.

Sull’isola di Ischia nei tempi remoti già si conservava il ghiaccio in profonde fosse scavate nei boschi d’alta quota. Nelbosco della Falanga ci sono ancora questi proto congelatori, che però naturalmente nessuno più adopera.

Spesso quando venivano sull’isola nobili e re, si mandavano i servi a procurarsi il ghiaccio della Falanga per preparare prelibi sorbetti con limone, arancio o cannella.

Il gelato artigianale Ischitano 
In un bar di Ischia ponte ancora si prepara il gelato secondo l’antica ricetta aragonese.

Sempre qui sembra sia stato inventato “Il Bacio”, un gelato al cioccolato, completamente ricoperto di cioccolato fondente con nocciole e cialda croccante, una prelibatezza tutta ischitana.

18/08/15

Creativamente, Ischia

La fiera, composta da circa 30 stands, si chiama “Creativamente” e si terrà ogni mercoledì per tutto il periodo estivo con i seguenti orari:

dalle ore 09:30 alle 19:00 


CREATIVAMENTE fiera dell'artigianato ed artistico locale, Ischia

E possibile visitare la prima fiera dell’artigianato ed artistico locale, con il patrocinio del comune di Ischia nel Viale dei Bambini.

Solo per il periodo di Luglio ed Agosto gli orari saranno dalle ore 17:00 alle 22:30.


CREATIVAMENTE fiera dell'artigianato ed artistico locale, Ischia
DoveComune di Ischia   
Via: Jasolino, 80077 Ischia

16/08/15

La Sfogliatella Specialità Mediterranea

Oggi vi parliamo di un dolce che incontrerete sicuramente nei bars di Ischia, la Sfogliatella. Accompagna generalmente il caffé mattudino.

La sfogliatella è un dolce antichissimo che venne inventato, come tante prelibatezze della cucina mediterranea, in un convento. 

Tra Amalfi e Positano, mmiez’e sciure nce steva nu convent’e clausura.

Madre Clotilde, suora cuciniera pregava d’a matina fin’a sera; 

ma quanno propio lle veneva‘a voglia priparava doie strat’e pasta sfoglia. 

Uno ‘o metteva ncoppa,e l’ato a sotta, e po’ lle mbuttunava c’a ricotta, cu ll’ove, c’a vaniglia e ch’e scurzette. 
Sfogliatelle Frolle e Riccie

Era il 1700. La storia narra che nel convento “Santa Rosa” ad Amalfi in Conca dei Marini, Madre Clotilde armata di tutta la “santa pazienza” necessaria ad una grande cuoca si rimboccò le maniche e dopo aver lavorato una soffice pastasfoglia la cominciò stendere in striscie tanto sottili quanto lunghe - parecchi metri – e con questi fragili nastri di pasta, la suora pasticciera abbia dato vita ad uno dei dolci più celebrati nella cultura napoletana: la sfogliatella. Dolce di difficilissima fattura ripieno di semola, ricotta, uova, zucchero, canditi a pezzetti, presto dalla costiera, la sfogliatella - che in origine si chiamava Santarosa - giunse a Napoli dove venne adottato dal pasticciere Pintauro, che apportando qualche variante alla ricetta diede vita ad una dolce storia di alta pasticcieria che si diffuse in tutto il regno di Napoli, conquistando con il suo cuore tenero avvolto in pasta croccante più di una testa coronata. Infatti quando re Ferdinando assaggiò la sfogliatella disse di aver trovato la chiave d'accesso alle corti di tutta Europa: chi infatti avrebbero resistito a quella avvolgente tentazione? Il popolo dei golosi si divide in due partiti: c'è chi la preferisce riccia e chi frolla

Sfogliatella Frolla
“So’ doje sore: ‘a riccia e a frolla. 
Miez’a strada, fann’a folla. 
Chella riccia è chiù sciarmante: veste d’oro, ed è croccante, caura, doce e profumata. 
L’ata, ‘a frolla, è na pupata. 
E’ chiù tonna, e chiù modesta, ma si’ a guarde, è già na festa! 
Quann’e ncontre ncopp’o corso t’e vulesse magnà a muorze. 
E sti ssore accussì belle sai chi so’? So’ ‘e sfugliatelle! 



La riccia è sicuramente più capricciosa, un po' malafemmina, con quel suo rivestimento croccante, quella conchiglia civettuola di pasta sfoglia e l'anima calda ed appassionata del ripieno. 
Mentre la frolla ha per così dire meno grilli per la testa, è più sincera, la pasta è gentile, appena, appena sbiciolosa, e quando i denti affondano nel ripieno sono due le tenerezze che si incontrano. 

Sfogliatella Riccia
La frolla si mangia in un due bocconi, la riccia ha bisogno di maggior impegno. Un dilemma tra riccia e frolla che i più furbi risolvono con una gastronomica par condicio, si pappano entrambe. Venendo ad Ischia in vacanza non perdete l'incontro con le sfogliatelle



Le pasticcerie ed i bar di Ischia sono tutti quotidianamente dotati di un bell'esercito di frolle e ricce per rispondere all'enorme richiesta di questo dolce. Anche perchè non tutti riescono ad aspettare la domenica per incontrare una sfogliatella bollente al punto giusto!

14/08/15

La festa di Sant'Alessandro 2015

Una interessante occasione di conoscere la storia dell'isolad'Ischia, abbinando a ciò il piacere di osservarne luoghi e tradizioni, è offerta dalla festività di S. Alessandro, che si celebra il 26 agosto

 La Festa Di Sant'Alessandro Ad Ischia
In questa ricorrenza si svolge una sfilata in costume, con circa 200 figuranti che interpretano i più celebri personaggi e le varie dinastie che si sono succedute al potere, nel corso degli anni, sull'isola d'Ischia. La sfilata parte dal Castello Aragonese e percorre i corsi principali di Ischia
 La Festa Di Sant'Alessandro Ad Ischia
Come da corretta interpretazione storica ad aprire il corteo sono i Greci, primordiali colonizzatori del territorio ischitano, seguiti dalla Corte rinascimentale che vede, assolute protagoniste, le figure di Vittoria Colonna e Ferrante d'Avalos; vi è poi la rappresentazione del periodo borbonico, del quale Carlo III Ferdinando IV sono gli attori principali, mentre Gioacchino Murat Ferdinando II sono gli ultimi personaggi di spicco raffigurati. 

 La Festa Di Sant'Alessandro Ad Ischia
La fase successiva del Corteo si incentra sulla rappresentazione delle tradizionali attività isolane del passato, rurali e marittime, con i figuranti in abiti rigorosamente del tempo: i contadini dediti alla produzione del vino, i marinai ed i pescatori, recanti ceste colme di prodotti del mare isolano, le donne con i vini più pregiati ed i bambini con le più belle primizie della terra ischitana.

12/08/15

La Pineta di Fiaiano

Oltre che per essere una nota località termale, Ischia è apprezzata anche per la rigogliosa macchia mediterranea, al punto che “Isola Verde” è l’altro appellativo che l’ha resa celebre nel mondo.

Quello che non tutti sanno però, è che anche l’uomo ha giocato un ruolo nel consolidamento di tale fama. Meglio ancora, un uomo: Giovanni Gussone, il botanico alla corte di Federico II di Borbone che, per primo, ebbe l’intuizione di piantumare migliaia di pini domestici in una vasta area brulla e incolta attorno l’abitato di Ischia Porto.

La Pineta di Fiaiano
Siamo alla metà del XIX secolo e, sull’esempio di quanto avveniva a Ischia, un altro nobile napoletano, Carlo Maria Santucci De Magistris il suo nome, riprese l’idea di Gussone piantumando proprio il cratere da cui era scaturita quella vasta area brulla e incolta cui si è fatto riferimento poc’anzi.

Nasce così la pineta di Fiaiano, 8 ettari di vegetazione a 156 metri s.l. m. anche se, bisogna aggiungere, è stato il Corpo Forestale dello Stato, tra gli anni ’30 e i ’50 del secolo scorso, a incaricarsi del completamento dell’opera.

Oggi la pineta di Fiaiano è “il cappello verde di Ischia“, un polmone verde dove è possibile fare attività fisica all’aperto e godere di uno dei panorami più belli dell’isola con la contemporanea vista di Procida, Vivara e del Castello Aragonese.

La Pineta di Fiaiano

Non solo. All’interno della Pineta c’è l’Indiana Park, un bellissimo Parco-Avventura dove, in tutta sicurezza, ci si può cimentare con corde tirolesi, funi, pannelli, e tutto il necessario per l’arrampicata sportiva.

Con l’autobus: N°6 dallo stazionamento di Ischia Porto.

Con l’auto: dal porto di Ischia seguire le indicazioni per Barano fino a Piedimonte, in corrispondenza della rotonda al centro della carreggiata. Girare a destra (c’è un distributore di benzina) e salire proseguendo lungo la strada principale fino alla Pineta di Fiaiano.

La Pineta di Fiaiano

NOTIZIE UTILI INDIANA PARK:

Il parco osserva i seguenti orari:
Giugno: tutti i sabato e domenica dalle 10.00 al tramonto
Luglio: tutti i giorni dalle 10.00 al tramonto
Agosto: tutti i giorni dalle 10.00 al tramonto
Settembre: dalle 10.00 alle 19.00 fino alla metà del mese

APERTURA NOTTURNA:

Per viaggiare fra i pini alla sola luce delle pile frontali.
Dalle 21.00 alle 24.00 per gruppi di min. 15 persone (su prenotazione).

La Pineta di Fiaiano

APERTURA SPECIALE:

Nei giorni di chiusura, su prenotazione, il parco può essere aperto per gruppi.

VESTIARIO CONSIGLIATO:

scarpe da ginnastica, abbigliamento sportivo. Sono assolutamente vietate calzature tipo infradito e sandali.

N.B.: IN CASO DI PIOGGIA O DI FORTE VENTO IL PARCO RESTA CHIUSO

L'ingresso al parco è a pagamento.

10/08/15

10 cose da sapere prima di visitare Ischia per la prima volta

Gli ischitani sono abituati a sentirsi rivolgere domande che di primo acchito sembrano bizzarre ma che invece non lo sono affatto. Vivere su un’isola non è scontato e suscita la legittima curiosità di chi non ci è mai stato. Abbiamo ritenuto, perciò, di stilare una sorta di breviario per chi viene la prima volta in vacanza a Ischia. Buona lettura!


Ischia è piena di falsopiani, tornanti, salite più o meno decise. Specie il versante meridionale, quello più in alto sul livello del mare, può risultar insidioso per chi non è abituato a continue curve e strappi. Perciò che vi muoviate in auto, in bus, in bicicletta, a piedi, fate tesoro dell’informazione e regolatevi di conseguenza.

2. Qual è il modo migliore di visitare l’isola?

In virtù di quanto detto prima, il modo migliore è senz’altro in scooter (o vespa). Ci si ferma praticamente ovunque e si soffre meno il traffico dei mesi estivi, quando Ischia tocca punte superiori alle 300.000 presenze. Noleggiarne uno è semplicissimo: sono tanti i “Rent a Car & Scooter” in giro per l’isola, ovviamente già in prossimità dei porti di sbarco. Il servizio bus è una valida alternativa, a patto di metter in conto l’affollamento nei periodi di alta stagione.

10 cose da sapere prima di visitare Ischia per la prima volta
3. C’è tutto quel che serve

Ischia è la seconda delle isole minori in Italia (solo l’Elba è più grande) ma in assoluto la più popolosa dopo Sicilia e Sardegna. Circa sessantamila abitanti, molti di più durante il periodo estivo, in appena 46 kmq. C’è l’ospedale, attivo dagli anni ’70 del secolo scorso grazie al mecenatismo di Angelo Rizzoli senior; c’è l’eliporto nel caso di urgenze da curare in terraferma; ci sono i supermercati, i mercati comunali e i prodotti a km 0 dei contadini ischitani. Perciò, tranquilli, c’è tutto quel di cui avete bisogno, come se foste a casa vostra.


Le terme sono all’origine delle fortune turistiche dell’isola; più del mare e di tutto l’immaginario normalmente associato a un luogo di villeggiatura estivo. Negli ultimi venti anni sono comparsi piccole SPA attrezzatissime che alla secolare tradizione termale dell’isola d’Ischia uniscono una moltitudine di trattamenti estetici per viso e corpo. Senza dimenticare, infine, i parchi termali piccoli e grandi che ci sono in giro per i sei comuni dell’isola.

10 cose da sapere prima di visitare Ischia per la prima volta

5. È un’isola di terra

D’accordo il mare, il sole, le spiagge e tutti gli altri aspetti irrinunciabili di una località balneare, ma Ischia è un'”isola di terra”, un posto in cui l’agricoltura ha sempre sopravanzato la pesca. Merito della fertilità del suolo vulcanico che ha dissuaso – se così si può dire – gli ischitani (tranne una minoranza) dall’andar per mare. Per scoprire la vocazione rurale dell’isola bisogna perciò visitarne l’entroterra e i suoi numerosi borghi contadini: Panza, Fontana, Buonopane, Piano Liguori recano numerose tracce del passato agricolo del territorio, in parte sopravvissute alle esigenze del turismo. Anzi, complice l’affermarsi di un modello di sviluppo improntato alla sostenibilità ambientale, da qualche anno sull’isola si assiste a una rinascita di orti e vigneti. 

10 cose da sapere prima di visitare Ischia per la prima volta

Questa è una di quelle domande apparentemente banali ma che invece meritano una risposta precisa. Il piatto principe della gastronomia locale è il coniglio all’ischitana, a ulteriore dimostrazione dell’origine contadina cui abbiamo appena accennato ma, trattandosi di un’isola, il pesce non è mai mancato. Cozze, vongole, lupini, gamberi, totani, calamari, polpi, pezzogne e una grande varietà di pesce azzurro sono sempre stati presenti sulle tavole ischitane. L’avvento del turismo ha fatto il resto, favorendo la più larga diffusione delle prelibate ricette della ricca tradizione marinara partenopea.


A Ischia c’è un radicato cristianesimo che sovente si nutre di aspetti folcloristici. Sono diverse, infatti, le feste religiose in giro per l’isola dal momento che non solo ogni comune, ma in molti casi anche frazioni e centri abitati, venerano il proprio santo patrono. Ci sono anche molte chiese, e alcune di queste sono state interamente edificate grazie ai lasciti e al contributo dei pescatori che, a dispetto del loro esser minoranza, hanno inciso profondamente nel tessuto sociale e religioso dell’isola. A tal riguardo si visitino la Basilica Santa Maria di Loreto a Forio e la Chiesa Collegiata dello Spirito Santo a Ischia Ponte. Entrambi gli edifici portano la “firma” dei pescatori ischitani che per sopportare le angustie e i pericoli legati all’andar per mare avevano bisogno di esser sorretti da una grande fede. Gli ex voto nella chiesa del Soccorso a Forio e nella Basilica Santa Restituta a Lacco Ameno testimoniano quel che si va dicendo.

10 cose da sapere prima di visitare Ischia per la prima volta

8. I dialetti

Ci sono molte chiese e… molti dialetti. Addirittura sette diverse inflessioni dialettali in un’isola che conta sei comuni. In qualche caso le differenze sono di poco conto, al più materia per gli esperti. In altri, invece,  sono assai nette. In particolare, il dialetto foriano e quello di Serrara Fontana risultano di più difficile comprensione rispetto al vernacolare dei comuni di Lacco Ameno, Casamicciola e Ischia.


Varietà è la parola chiave dell’isola. Vale – abbiamo visto – per il cibo, le terme, le chiese e appunto le spiagge, che a Ischia sono davvero per tutte le esigenze. Grandi, piccole, sabbiose, rocciose, per famiglie, più o meno esotiche. Ce n’è davvero per tutti i gusti a patto di aver chiaro in mente quel che si va cercando.


E, sempre in tema di varietà, il consiglio è visitare Procida, Capri e, perchè no, Sorrento, Positano e Amalfi. Del resto, vacanza a Ischia significa vacanza nel Golfo di Napoli e allora perchè rinunciare alla visita di tutto ciò che c’è nei dintorni? Procida è a soli 15 minuti di aliscafo ed è facilmente raggiungibile tutto l’anno, mentre i collegamenti diretti con Capri, Sorrento, Positano e Amalfi sono limitati ai sei mesi della stagione turistica.

08/08/15

Ricette ischitane

La cucina ischitana è una cucina semplice, dalla “doppia anima” di terra e di mare. Soprattutto, è una cucina fortemente legata alla stagionalità dei prodotti, che si tratti di ortaggi, spezie o del pescato fresco. Unica eccezione, sua maestà il coniglio, presente sulle tavole degli ischitani 365 giorni l’anno, specie la domenica e nei giorni festivi. Prima di passare in rassegna alcune delle ricette ischitane, concentriamoci su poche, fondamentali, regole da rispettare.

Cucinare all’ischitana

La prima, e più importante, è la cottura della pasta che va scolata sempre al dente, vale a dire 1-2 minuti prima del tempo indicato sulla confezione. Questo perchè in molti casi la cottura viene completata in padella, o nel tegame, saltando la pasta insieme al sugo preparato. La seconda regola riguarda l’olio che deve essere sempre extravergine e di buona qualità. Il terzo aspetto rimanda a un modo di fare cui però è bene adeguarsi se vi piace cucinare “all’ischitana”. Sono veramente tanti, infatti, gli isolani che hanno un orto domestico, nella maggior parte dei casi adiacente all’abitazione. Perciò, verdure, pomodori, odori sono quasi tutti a chilometro zero o, meglio ancora. a centimetro zero. Chi non ha questa possibilità, si attrezza sul balcone, almeno per  le spezie: timo, basilico, qualcuno coltiva anche l’origano sebbene se ne trovi in abbondanza sul Monte Epomeo. I capperi, poi, crescono ovunque al punto che è assai frequente, d’estate, incrociare qualcuno intento a raccoglierli per strada.


Questa breve, e non esaustiva, rassegna non poteva che cominciare col piatto principe della gastronomia ischitana, che poi è un normale coniglio alla cacciatora in cui a fare veramente la differenza sono le materie prime impiegate. Fondamentale è anche la pezzatura dell’animale che non deve superare il chilogrammo di peso (max. kg, 1,2), come pure -fondamentale- è la cottura nel tegame di creta (in dialetto “‘u tian“).

Ricette ischitane

Totano imbottito

Il totano imbottito – “imbuttunat”, in dialetto – è uno dei “must” della tradizione marinara partenopea (e quindi anche dell’isola d’Ischia). In apertura abbiamo fatto riferimento alla doppia anima degli ischitani, agricoltori ma anche pescatori. E infatti molti, oltre ad avere un piccolo appezzamento di terra, posseggono anche un gozzo col quale, d’estate, vanno a pesca di totani. Una pesca notturna con decine di lampare in mezzo al mare che regalano un’atmosfera ancor più suggestiva e romantica a molti scorci in giro per l’isola.

Ricette ischitane
Spaghetto al filetto di pomodoro

Terra, mare e poi di nuovo terra. Stavolta con uno spaghetto al filetto di pomodoro, il non plus ultra della “pasta c’a pummarola ‘ngoppe“. – “Eh che ci vuole!” – è il commento di molti. Non è così, spesso i piatti che riteniamo semplici, sono quelli dove occorre maggior cura.

Ricette ischitane
Insalata di polpo con cozze e patate

Torniamo a mare, con una ricetta tipica dell’estate ischitana e non solo. L’insalata di polpo, o meglio una delle sue tante varianti con cozze e patate. Buona da mangiare, facile da preparare!

Ricette ischitane

Limoncello

E dopo aver tanto mangiato occorre un liquore per digerire. Che c’è di meglio del limoncello? Caprese, sorrentino, ischitano… che importa! Importa che sia buono, tanto va da sè che ognuno ha la sua ricetta, la sua personale formula segreta. Noi no, noi vi sveliamo il nostro procedimento appreso in lunghi e assolati pomeriggi estivi trascorsi insieme alle nostre mamme. 

Ricette ischitane
Le ricette ischitane non finiscono certo qui. Quelle proposte sono solo un assaggio 😀 Se vuoi saperne di più ti consigliamo : wwww.ricettedaischia.it. 

Oppure vieni ad Ischia ! 

Non te ne pentirai!