19/04/13

La 'Ndrezzata di Buonopane, festa di San Giovanni

Barano è uno dei sei Comuni dell'isola d'Ischia istituiti durante la dominazione francese del Regno di Napoli nel 1806.  Alla piazza di San Rocco – il centro del Comune -  si arriva da Ischia Porto attraverso la provinciale, che circumnaviga l'isola;  dalla piazza centrale si può andare ancora più su a Buonopane, il villaggio posto a circa 280 metri sul livello del mare, per scoprire un'Ischia trascurata dal grande turismo di massa: l'isola delle tradizioni contadine e della "storia orale".


Le famiglie di contadini di Buonopane hanno conservato una delle più antiche tradizioni dell' isola d'Ischia: la danza della "Ndrezzata" alla quale prendono parte diciotto danzatori "intrecciatori", quattro suonatori – due clarini e due tamburi - che danno il ritmo alla danza dalle origini antichissime. Alla banda della "Ndrezzata" partecipano soltanto i buonopanesi e la tecnica della danza viene trasmessa di generazione in generazione, da padre a figlio.

La 'Ndrezzata di Buonopane, festa di San Giovanni
"Le origini della danza si perdono nella notte dei tempi ma è probabile che sia una danza di origine greca; del resto i greci furono i primi colonizzatori dell'isola d'Ischia". Ma come questa danza si sia fermata qui, in un villaggio interno, lontano dalla città di Pithecusa fondata dai greci dell' VIII secolo a. C. nell'odierna Lacco Ameno, è ancora un mistero.

"Probabilmente non si saprà mai così come non si saprà mai con certezza se la " Ndrezzata" sia una danza di guerra oppure una danza d' amore; quello che è certo che rappresenta l'ultima autentica espressione di folclore dell'isola d'Ischia".

La 'Ndrezzata di Buonopane, festa di San Giovanni
I diciotto danzatori, con in testa il "caporale, che oggi è Giovanni Emiddio Buono e che all'inizio recita una "predica" in un napoletano antico, si collocano in due rose concentriche di nove danzatori ciascuna che impugnano un mazzarello con la destra ed una spada di legno con la sinistra; poi, ai comandi del "caporale" ed al ritmo dei suonatori, si intrecciano a vicenda scambiandosi colpi di mazzarello e di spada frontali e lateriali.

La danza dura pochissimo – otto, dieci minuti – ma richiede una preparazione ed un allenamento notevoli da parte dei danzatori.

"Il testo della danza è del XVIII secolo ed è probabilmente un inno alla fertilità femminile, alla donna, all'amore fra i due sessi". Il valore liberatorio della danza è provato dalle giornate dedicate da Buonopane a questo rito. La " Ndrezzata", infatti, si svolge sul sagrato della chiesa di San Giovanni Battista, l'unica del villaggio, due sole volte all'anno: il lunedì in Albis ed il 24 giugno, giorno della festività di San Giovanni, protettore del villaggio.

"La Ndrezzata si esibisce sul sagrato il 24 giugno subito dopo la messa serale e prima della processione con la statua di San Giovanni con alla testa il parroco Don Francesco Mattera" 

17/04/13

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15/04/13

I pilastri, l'Acquedotto di Ischia

Oggi vi presentiamo un monumento che farà parte integrante delle vostre vacanze se allogiate presso la nostra struttura, infatti per raggiungerci dovrete passarvi sotto :-) 

L'Acquedotto, (detto "I Pilastri") nacque per volontà del Cavaliere Orazio Tuttavilla nel 1580, al fine di portare l'acqua dalla sorgente di Buceto ad Ischia Ponte (antico Borgo di Celsa) e coprire così il fabbisogno idrico degli abitanti.

 I pilastri, l'Acquedotto di Ischia

L'opera però non venne completata in tempi brevi ma passò quasi un secolo, sino a quando, nel 1672, il Vescovo di Ischia, Girolamo Rocca, decisa di proseguire i lavori, creando la attuale struttura.

Per sostenere i lavori, al popolo venne imposta una tassa sui cereali, ma quando l'acqua arrivò fece dimenticare tutti i disagi.

 I pilastri, l'Acquedotto di Ischia
Lo stesso Vescovo alla fine dei lavori affermo: "Queste acque si sono ottenute con il sacrificio sul cibo: la sete, da buona maestra, ha insegnato a sopportare la fame".

Oggi i Pilastri, costituiscono quasi una sorta di confine tra il Comune di Ischia ed il Comune di Barano.

13/04/13

Coniglio all'Ischitana

Sarà senz'altro strano, ma e' cosi': il piatto ischitano piu' classico non è una pietanza a base di pesce, bensì il coniglio. Il sugo è l'ideale per condire la pasta (la ricetta classica prevede i bucatini!), completata con prezzemolo (o basilico) e abbondante parmigiano grattugiato al momento.

Il coniglio è ancora oggi la specialità gastronomica locale e la domenica è sulle tavole di molte famiglie. E' stato sempre il piatto D.O.C. della tradizione gastronomica di Ischia. Il segreto di tanto successo, il cui profumo inconfondibile si diffonde nell'aria, è da ricercare in due arnesi "indispensabili": tegame di terracotta ("'u tiano") e cucina a legna, cose che in qualche casa di campagna, ancora oggi, è possibile trovare.

Coniglio all'Ischitana

Il coniglio selvatico era un tempo l'animale più diffuso sull'Isola. Il D'Ascia dice che "l'isola ne era infestata quando la colonia dei Siciliani venne a popolarli", verso il 47Oa.C. Due erano le specie: il coniglio leporino (con caratteri simili a quelli della lepre) e il coniglio sorcigno (con caratteri simili a quelli del sorcio). I sovrani aragonesi e i marchesi del Vasto spesso andavano a caccia di conigli leporini. Oggi il coniglio non è più tanto selvatico e molte famiglie che abitano in campagna amano allevarlo in gabbia. Ma un tempo si allevava in un fosso scavato in un terreno a circa due metri di profondità. Lì i conigli crescevano e si moltiplicavano.

Bucatini al sugo di coniglio all'Ischitana
Quando il contadino gettava l'erba nel fosso, i conigli uscivano dalla tana per mangiarla ed egli, seminascosto, li contava, perché in pochi mesi il fosso si riempiva di conigli di varia grandezza e colore. Per catturarli bisognava chiudere la tana e ciò avveniva di notte sfruttando il chiarore della luna: si fissavano due paletti lateralmente alla tana, poi veniva fatta scivolare silenziosamente una tavola che, trattenuta dai paletti, ostruiva la tana. Il contadino allora scendeva nel fosso per mezzo di una scala, prendeva i conigli che gli erano necessari per il pranzo e li affidava alla padrona che li cucinava con cura. 

Coniglio all'Ischitana
Dove mangiare il coniglio all'Ischitana

Bracconiere  - Via Falanga, 1, 80070 Serrara Fontana, Isola d'Ischia, Italia
Ristorante Bellavista - Via Montecorvo 75, 80075 Forio, Isola d'Ischia, Italia
Il Focolare - Via Cretaio, Casamicciola Terme, Isola d'Ischia, Italia

11/04/13

Primavera ad Ischia

Un'isola che comincia a fiorire, tutta, completamente. Un'isola che viene riscaldata dal sole, un lungo bacio caldo fino al tramonto. Un'isola che si schiude dopo l'inverno e che si prepara ad un'esplosione di luce, colori, profumi. Ischia in primavera, per contemplare i rami di mandorlo in fiore, il mare che diventa più azzurro, le gemme che si aprono al tepore della primavera. Una primavera che avvolgerà chiunque decida da trascorrerla sull'isola più verde del mediterraneo.


Primavera ad Ischia
Sull'isola di Ischia la primavera mostra il lato più dolce di sé, la campagna isolana è soave e per le strade del centro già si sente il profumo dei fiori: i gerani che adornano balconi e terrazze, eppoi tulipani, iris, peonie nei magnifici giardini, tra edere e grandi alberi. Il bosco  è un susseguirsi di aromi profondi, muschiati. I ciclamini e le violette creano macchie di fucsia intenso tra i tappeti di foglie cadute durante l'inverno e le erbe che spuntano tenerelle. 


Primavera ad Ischia
In questo periodo sull'isola di Ischia ogni cosa sembra risplendere di luce propria. Una passeggiata lungo il mare vi porterà in un universo di suoni, aromi, colori, inebrianti. 

Pensate che sferzata di vitalità per il vostro corpo e la vostra mente cominciare la mattina passeggiando in montagna tra i balsami della macchia mediterranea e terminare nel pomeriggio con una bella passeggiata energizzante lungo il mare, respirando a pieni polmoni quel mix inconfondibile di alghe, sale, sole. 

Primavera ad Ischia
In primavera ad Ischia tutto si risveglia, anche le vie del centro. Qui è tutto un lavorio per far risplendere case, negozi e parchi pubblici. C'è chi tinteggia mura, chi una cancellata, chi pota il giardino, tutti fischiettano ed anche questo semplice osservare uomini laborioso crea uno stato di pace e tranquillità. Sulla spiaggia i pescatori hanno lavorato alle reti anche nelle brutte giornate di inverno ed adesso sono ben lieti che la loro fatica sia riscaldata dal sole. 


Primavera ad Ischia
Insomma in primavera Ischia fiorisce e tu fiorisci con lei. 

Programma una vacanza in primavera sull'isola di Ischia. Abbinando ad un viaggio nel cuore verde di Ischia una settimana dedicata al corpo ed alla tua rinascita. Le terme di Ischia ti aspettano per farti conoscere una lunga primavera dei sensi. Quando tutta la natura si sveglia dai una sferzata di energia al tuo organismo con i trattamenti termali alle sorgenti più celebri del mondo. Butta l'inverno alle spalle e trascorri una vacanza in primavera nell'isola di ischia.