Visualizzazione post con etichetta serrara fontana. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta serrara fontana. Mostra tutti i post

01/09/17

Ischia la Casa Museo di Cava Pallarito

Cava Pallarito segna la linea di confine tra il comune di Barano e quello di Serrara Fontana. Un luogo di altri tempi, selvaggio ed affascinante, poiché non è stato stravolto dalla mano dell'uomo. Nel corso di secoli solo la natura ha trasformato quel sito in un incanto di purezza e autenticità.

I lecci altissimi sembrano sfiorare il cielo e le nuvole, abbondano le querce e il frassino.

Quella gola scavata dal vento e dall'erosione delle acque è sovrastata da due alti costoni, in uno dei quali nei tempi antichi fu scavato un cellaio che i contadini usavano per mettere le botti del vino e gli attrezzi della terra. Salendo per una ripida e lunga scala ci sono grotte e anfratti che all'epoca ci si serviva come rifugio per capremuli ed uomini.

Ischia la Casa Museo di Cava Pallarito
Questo piccolo regno è stato lasciato in eredità a Salvatore Di Meglio, che fa il mestiere di muratore, il quale è orgoglioso e fiero di aver realizzato il suo sogno: trasformare quegli ambienti in una "Casa Museo". Per oltre quindici anni è stata la sua abitazione, lì sono nati i suoi tre figli, ormai adulti.

Seppur affezionato a quel piccolo paradiso, dovette lasciarlo, perché troppo umido e freddo durante l'inverno. Per un lungo periodo tutto rimase in uno stato di abbandono. Solo colombifalchi e altri uccelli svolazzavano indisturbati intorno a quello che potrebbe essere definito un piccolo alveare. Ma da circa sette anni c'è di nuovo vita in quella cava desolata, che per noi residenti e turisti era solo un luogo di transito.

Ischia la Casa Museo di Cava Pallarito
Salvatore con i suoi occhi celesti e limpidi che scrutano in profondità, trascorre nel museo molte ore della giornata. Accoglie il visitatore con naturalezza e semplicità, parla poco e ascolta molto.

Nel tempo libero scolpisce il legno e la pietra, realizza così piccoli capolavori, che colpiscono perché molto primitivi nella forma, sembrano appartenere ad un mondo remoto, del quale abbiamo perso le tracce. La cantina è ricca di tanti arnesi appartenuti alla civiltà rurale, piccoli e grandi oggetti di cui si faceva uso quotidiano e che non avremmo modo di ammirare e anche di emozionarci toccandoli, se Salvatore non li avesse messi a disposizione di tutti coloro che hanno nostalgia del passato e delle nostre radici. Ma non solo, tutto ciò è importante anche per le nuove generazioni, le quali devono imparare che la storia è fatta non solo delle gesta degli uomini, ma anche degli oggetti di cui ne hanno fatto uso.

Ischia la Casa Museo di Cava Pallarito
La lunga scala accede ad un terrazzo che affaccia sulla cava e sulla strada carrabile. Tutt'intorno c'è silenzio, ed il fresco pungente che arriva dalla gola attraverso la montagna. Nelle grotte troviamo ancora centinaia di utensili di epoche passatedisegni stilizzati lungo le pareti, che Salvatore ha realizzato con pietre levigate dal mare.

C'è anche un cunicolo chiamato "La Grotta della fortuna", lungo il quale sono stati appesi tantissimi ferri di cavallo, (gli antichi li usavano contro il malocchio), percorrendolo si ha per davvero una sensazione di purificazione e positività interiore.

Ischia la Casa Museo di Cava Pallarito
Altri gradini scavati nel tufo, portano verso la cimalungo il percorso il belare delle caprette che entrano ed escono dai vari anfratti, accompagnano il visitatore con i loro occhi magnetici e misteriosi. Anche se con il fiatone, l'emozione è profonda quando si giunge sul grande pianoro dell'alto costone, in quel momento si ha l'impressione di essere arrivati sul tetto del mondo. La sensazione è che corpo e spirito, circondati dalla natura selvaggia, si elevino verso altri mondi.

Penso che la "Casa Museo", con il candore di chi l'ha realizzata con tanta passione e senza alcuna pretesa, ci possa stimolare a sognare, fantasticare, a sorprenderci. Come i bambini che guardano il mondo con gli occhi dell'innocenza.

L'ingresso è gratuito.

Casa Museo 
Via ex S.S. 270 tra Buonopane e Fontana, 
80070 Serrara Fontana, Isola d'Ischia, Italia 

Tel. 3497198879 - Email: dimeglio69@yahoo.com

10/08/17

Passeggiata di Ferragosto Ischia

Evento Naturalistico - Serrara Fontana

Lunedi 15 agosto 2017

Passeggiata di Ferragosto Ischia
Ogni a anno a ferragosto sull'isola di Ischia si compie una escursione ecologica nel bosco dei Frassitielli e della Falanga; il raduno si tiene alle ore 7.30; la passeggiata conduce in uno dei luoghi più affascinanti dell'isola verde  alla scoperta delle case di pietra, le fosse della neve, gli antichi palmenti e le bellezze naturalistiche del bosco. E' un evento a cura del comune di serrara fontana.

17/07/17

Passeggiata di Ferragosto Ischia

Evento Naturalistico - Serrara Fontana

Lunedi 15 agosto 2017


Passeggiata di Ferragosto Ischia
Ogni a anno a ferragosto sull'isola di Ischia si compie una escursione ecologica nel bosco dei Frassitielli e della Falanga; il raduno si tiene alle ore 7.30; la passeggiata conduce in uno dei luoghi più affascinanti dell'isola verde  alla scoperta delle case di pietra, le fosse della neve, gli antichi palmenti e le bellezze naturalistiche del bosco. E' un evento a cura del comune di serrara fontana.

05/05/17

Escursioni a Ischia: il sentiero della Pietra dell’Acqua

Generalmente si parte da Via Nuova Falanga, la strada che, come si intuisce facilmente dal nome, porta all’omonimo bosco di castagni nel comune di Forio. In alternativa, l’escursione può cominciare anche da Via Calimera, a lato del cimitero di Serrara Fontana. Entrambe le strade, infatti, conducono alla “Pietra dell’Acqua”, un mega blocco di tufo verde trasformato dalle antiche maestranze agricole in una cisterna per la raccolta dell’acqua piovana.

Da Via Nuova Falanga occorre, a un certo punto, girare a destra (la deviazione è ben segnalata), anziché proseguire per la selva dei Frassitelli; da Via Calimera, invece, basta seguire la strada che a un tratto diventa – inequivocabilmente – “Via Pietra dell’Acqua”.

il sentiero della Pietra dell’Acqua
Sia l’uno che l’altro itinerario non presentano grosse difficoltà, se non il rispetto delle normali precauzioni in uso tra gli appassionati di trekking; soprattutto, quel che più conta, raccontano del passato recente dell’isola d’Ischia, quando era l’agricoltura, e non il turismo, la principale fonte di sostentamento dei suoi abitanti.

L’aspetto curioso è che in questo versante dell’isola, la vite non era la coltura principale, o perlomeno non  l’unica. Assieme all’uva, infatti, veniva coltivato il mitico grano Carosello – “Carusella” in dialetto – assai resistente agli inverni rigidi della parte alta dell’isola. La Pietra dell’Acqua serviva per coltivare il grano, i cui covoni venivano rivenduti alle ricamatrici di Lacco Ameno che ne realizzavano poi borse, cestini e cappelli per l’incipiente “industria del forestiero“.

Di questo passato non c’è più traccia, eccezion fatta, appunto, per la mitica “Pietra dell’Acqua” che, insieme alle case di pietra e alle fosse della neve della Falanga, testimonia dell’eccezionale capacità adattativa dell’uomo all’ambiente circostante. Nello specifico, dell’abilità a utilizzare per i più diversi scopi il tufo verde presente in gran quantità nel versante sud-occidentale del Monte Epomeo.


il sentiero della Pietra dell’Acqua
Oltre che per il valore testimoniale, l’itinerario merita anche da un punto di vista naturalistico. In particolare, il tramonto dalla Pietra dell’Acqua è un’esperienza che vale la pena provare; come pure da non perdere è il panorama stupendo che offre la vetta dell’Epomeo.

L’eremo di San Nicola, infatti, è a pochi minuti di cammino dalla Pietra dell’Acqua e, volendo, una volta su in cima, si può scendere a valle da Fontana invece che tornare sui propri passi. Del resto, la natura non sta certo dietro alle divisioni amministrative del territorio. Basta rispettarla, per essere ricambiati con passeggiate bellissime, come senza dubbio è quella sin qui descritta.

il sentiero della Pietra dell’Acqua
Perciò, una volta a Ischia approfittatene, non rimarrete delusi.

Mezzi pubblici:
– da Forio, linea CS (circolare sinistra);
– da Ischia Porto, linea CD (circolare destra).
– Fermata: cimitero di Serrara Fontana.

01/05/17

Mare, sole e tradizioni. Ritorno a Ischia

A Ischia si mangia, si beve e si fischia“. All’apparenza, questo proverbio coglie solo un aspetto tra quelli che concorrono all’immaginario turistico dell’isola: la buona tavola.  In realtà, il motto più famoso dell’isola d’Ischia, assai diffuso negli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, è la rivendicazione di un preciso stile di vita di cui il cibo è sì elemento fondamentale, ma non l’unico. Gli altri sono il mare e il sole. Un trittico che spiega perchè Ischia da tanti anni è un’isola in cui è bello venire in vacanza ma, ancora di più, tornare nuovamente dopo la prima volta.

A Ischia si mangia, si beve e si fischia
In quest’isola, la principale dell’arcipelago flegreo, e seconda per grandezza solo all’Elba (Sicilia e Sardegna escluse), l’immaginario comune di una località turistica è compiuto: spiagge per tutte le esigenze; boschi e pineteborghi marinari; antichi villaggi contadini e, soprattutto, tramonti infuocati. Specie quelli del versante occidentale dell’isola, da Forio fino all’esclusivo borgo di Sant’Angelo, nel comune di Serrara Fontana.

Ad attendervi, appena sbarcati, capita di trovare ancora l’Ape Calessino, il mitico “tre ruote” della Piaggio inventato proprio a Ischia. L’ideale per andare alla scoperta dei luoghi più belli in cui scattare foto.

A Ischia si mangia, si beve e si fischia
In alternativa, si fa per dire, (nulla vieta, infatti, di fare entrambe le cose) il giro dell’isola via mare. La soluzione più indicata per apprezzare la varietà del paesaggio costiero dell’isola: relativamente più basso e meno frastagliato il versante settentrionale; alta e solcata da profondi canyon la costa sud.

Tornando al cibo, il suggerimento è approfondire al palato la “doppia anima” dell’isola. A Ischia, infatti, la vocazione contadina del territorio convive felicemente con i tanti piatti a base di pesce della tradizione partenopea. Il consiglio, perciò, è non fermarsi al celebratissimo coniglio (in copertina). Dallo spaghetto a vongole al pescato cosidetto “povero” ce n’è davvero per tutti i gusti… e le tasche. Senza ovviamente dimenticare il vino che insieme, appunto, all’allevamento del coniglio, è stato per secoli il “core business” degli ischitani; l’attività principale di sostentamento prima dell’avvento del turismo.

A Ischia si mangia, si beve e si fischia
Quanto al periodo in cui venire, ogni stagione ha il suo “perchè”:
– l’inverno, da dedicare all’approfondimento dei musei e dei monumenti in giro per l’isola;
la primavera, con gli eventi sportivi, le rassegne e le tradizioni popolari;
l’estate, va da sè, con il mare, i parchi termali e le altre mille occasioni di svago del periodo;
poseidon- l’autunno, con il rito della vendemmia, cesura tra la fine dell’estate e l’anno nuovo alle porte.

A Ischia si mangia, si beve e si fischia
Insomma, sono talmente tanti i motivi per visitare Ischia che inevitabilmente tocca ritornare per scoprirli tutti.

Vi aspettiamo!

27/04/17

Cosa vedere nel comune di Ischia

Ischia non è solo il nome della più grande delle isole flegree, è anche il nome di uno dei 6 comuni in cui è diviso amministrativamente il territorio. Per inciso, il più importante dei comuni, quello che per primo si è aperto ai traffici commerciali e turistici con la terraferma grazie all’inaugurazione del porto borbonico nel 1854.

Sito sulla costa nord-orientale dell’isola, il comune di Ischia comprende i due nuclei principali di (Ischia) Ponte e (Ischia) Porto le contrade di San DomenicoSan MicheleSan Antuono e Campagnano.

E il tour alla scoperta delle cose da vedere nel comune di Ischia non può che partire da Ischia Ponte, una delle più significative testimonianze dell’architettura mediterranea, per secoli “cuore pulsante” della vita civile, politica ed economica dell’intera isola.

Da Ischia Ponte e dall’attiguo Castello Aragonese, la fortezza fatta erigere nel XV secolo da Alfonso il Magnanimo.

1. Ischia Ponte

Insieme a Marina Grande a Capri, alla Corricella a Procida e a Sant’Angelo Serrara Fontana, l’antico “Borgo di Celsa” è un’altra splendida testimonianza di quel modo di costruire “sui generis” che è l’architettura mediterranea. Probabilmente la più importante tra quelle citate, dal momento che agli archi, alle superfetazioni e ai colori pastello delle facciate va aggiunto il contrasto alto/basso tra i palazzi nobiliari e le case dei pescatori.

Già, perchè Ischia Ponte per secoli è stato il centro abitato più importante dell’intera isola, soprattutto per la presenza della curia vescovile, assai influente – come sappiamo – negli affari civili e politici oltre che in quelli religiosi.

Cosa vedere nel comune di Ischia
Ma non è tutto perchè Ischia Ponte è una storica “enclave” di pescatori, una minoranza a cui però conviene affidarsi per cogliere l’essenza di un’isola che ha invece fama di essere “di terra”. Da vedere la piccola contrada della Mandra con le case basse a ridosso della spiaggia e i gozzi tirati fin quasi sulla strada, a due passi dall’uscio di casa.

I segni, i reperti e le testimonianze dell’arte marinaresca ischitana sono raccolti in un grazioso museo allestito nel settecentesco Palazzo dell’Orologio. Per saperne di più sul Museo del Mare leggi qui.

2. Castello Aragonese

La prima fondazione del Castello risale al 474 a.C. ad opera di Gerone I tiranno di Siracusa, cui i Cumani “regalarono” l’isola per il sostegno nella vittoriosa guerra contro i Tirreni. La forma attuale è invece opera di Alfonso V d’Aragona (1394 – 1458), al cui ingegno dobbiamo anche l’istmo che collega il Castello con il piazzale antistante.

La fortezza, che in molti punti richiama il più famoso Maschio Angioino di Napoli, per secoli è stato il centro abitato più importante dell’intera isola d’Ischia. All’interno dell’”Insula Minor” – come era chiamato nel Medioevo il Castello Aragonese – alla fine del ‘500 abitavano quasi 2.000 nuclei familiari che nelle mura di questa fortezza in mezzo al mare trovavano rifugio e protezione dai frequenti attacchi saraceni.

Cosa vedere nel comune di Ischia
Nel XIX secolo i Borbone adibirono la fortezza di Ischia a bagno penale. Sorte condivisa con il Castello di Terra Murata a Procida, con la differenza che il primo cessò di essere un penitenziario con l’Unità d’Italia, mentre il complesso di Terra Murata a Procida ha continuato a esserlo fino al 1988.
Dai primi del ‘900 il Castello Aragonese è proprietà privata, sede privilegiata di mostre e rassegne culturali le più varie. Ultima, in ordine di tempo, l’Ischia Film Festival che si svolge ogni anno a cavallo tra i mesi di giugno e luglio.

3. Cartaromana

Poco distante da Ischia Ponte c’è Cartaromana, uno dei quartieri residenziali più belli di Ischia e però importante anche dal punto di vista storico e naturalistico. A Cartaromana c’è la Torre dei Guevara, la torre costiera a protezione del Castello Aragonese nella quale recentemente sono stati restaurati alcuni dipinti della fine del ‘500.

Sempre a Cartaromana c’è una piccola spiaggia di ciottoli famosa per le polle di acqua calda termale che risale in superficie dal sottosuolo.

Cosa vedere nel comune di Ischia
Per non dire di Via Soronzano, una delle due strade di collegamento tra Cartaromana e Ischia Ponte. Nient’altro che una piccola strada, eppure in grado di regalare una prospettiva diversa di Ischia Ponte con il profilo del Castello e la cupola della Cattedrale a dominare lo sky line del borgo.
Tutti particolari che suggeriscono di fare una visita a Cartaromana dove ci si ferma volentieri ad aspettare l’alba e, più di recente, per scattare un “selfie” con lo sfondo del Castello Aragonese.

4. Via Roma e Corso Vittoria Colonna

Le vie dello shopping e del by night made in Ischia. Un vero e proprio “centro commerciale naturale” dove ci si può fermare a mangiare, gustare un gelato o proseguire per la Riva Destra, la parte più riparata del porto di Ischia dove d’estate attraccano megayachts provenienti da ogni parte del mondo.
Da vedere in zona le chiese Santa Maria delle Grazie in San Pietro e Santa Maria di Portosalvo. Quest’ultima, il primo monumento che il turista si trova di fronte appena sbarcato a Ischia  con l’aliscafo.

5. Campagnano

Campagnano è l’antico fondo agricolo della “nobiltà aenariana”, nonchè uno dei luoghi più panoramici dell’isola d’Ischia. Si tratta di un antico borgo rurale che conserva numerose tracce della civiltà contadina ischitana. A cominciare da Piano Liguori un villaggio abbandonato a quasi 300 metri sul livello del mare in grado di regalare agli escursionisti che vi si arrampicano scorci e paesaggi meravigliosi, con l’arcipelago flegreo a far da sfondo a ettari e ettari di vigneti coltivati a picco sul mare.

Restano fuori da questo sommario elenco, le spiagge, le pinete, il Palazzo Reale e tanti altri dettagli piccoli e grandi per i quali occorre venire più che scriverne e parlarne.

Ischia Vi aspetta!!!

31/08/16

Ischia la Casa Museo di Cava Pallarito

Cava Pallarito segna la linea di confine tra il comune di Barano e quello di Serrara Fontana. Un luogo di altri tempi, selvaggio ed affascinante, poiché non è stato stravolto dalla mano dell'uomo. Nel corso di secoli solo la natura ha trasformato quel sito in un incanto di purezza e autenticità.

I lecci altissimi sembrano sfiorare il cielo e le nuvole, abbondano le querce e il frassino.

Quella gola scavata dal vento e dall'erosione delle acque è sovrastata da due alti costoni, in uno dei quali nei tempi antichi fu scavato un cellaio che i contadini usavano per mettere le botti del vino e gli attrezzi della terra. Salendo per una ripida e lunga scala ci sono grotte e anfratti che all'epoca ci si serviva come rifugio per capremuli ed uomini.

Ischia la Casa Museo di Cava Pallarito
Questo piccolo regno è stato lasciato in eredità a Salvatore Di Meglio, che fa il mestiere di muratore, il quale è orgoglioso e fiero di aver realizzato il suo sogno: trasformare quegli ambienti in una "Casa Museo". Per oltre quindici anni è stata la sua abitazione, lì sono nati i suoi tre figli, ormai adulti.

Seppur affezionato a quel piccolo paradiso, dovette lasciarlo, perché troppo umido e freddo durante l'inverno. Per un lungo periodo tutto rimase in uno stato di abbandono. Solo colombifalchi e altri uccelli svolazzavano indisturbati intorno a quello che potrebbe essere definito un piccolo alveare. Ma da circa sette anni c'è di nuovo vita in quella cava desolata, che per noi residenti e turisti era solo un luogo di transito.

Ischia la Casa Museo di Cava Pallarito
Salvatore con i suoi occhi celesti e limpidi che scrutano in profondità, trascorre nel museo molte ore della giornata. Accoglie il visitatore con naturalezza e semplicità, parla poco e ascolta molto.

Nel tempo libero scolpisce il legno e la pietra, realizza così piccoli capolavori, che colpiscono perché molto primitivi nella forma, sembrano appartenere ad un mondo remoto, del quale abbiamo perso le tracce. La cantina è ricca di tanti arnesi appartenuti alla civiltà rurale, piccoli e grandi oggetti di cui si faceva uso quotidiano e che non avremmo modo di ammirare e anche di emozionarci toccandoli, se Salvatore non li avesse messi a disposizione di tutti coloro che hanno nostalgia del passato e delle nostre radici. Ma non solo, tutto ciò è importante anche per le nuove generazioni, le quali devono imparare che la storia è fatta non solo delle gesta degli uomini, ma anche degli oggetti di cui ne hanno fatto uso.

Ischia la Casa Museo di Cava Pallarito
La lunga scala accede ad un terrazzo che affaccia sulla cava e sulla strada carrabile. Tutt'intorno c'è silenzio, ed il fresco pungente che arriva dalla gola attraverso la montagna. Nelle grotte troviamo ancora centinaia di utensili di epoche passatedisegni stilizzati lungo le pareti, che Salvatore ha realizzato con pietre levigate dal mare.

C'è anche un cunicolo chiamato "La Grotta della fortuna", lungo il quale sono stati appesi tantissimi ferri di cavallo, (gli antichi li usavano contro il malocchio), percorrendolo si ha per davvero una sensazione di purificazione e positività interiore.

Ischia la Casa Museo di Cava Pallarito
Altri gradini scavati nel tufo, portano verso la cimalungo il percorso il belare delle caprette che entrano ed escono dai vari anfratti, accompagnano il visitatore con i loro occhi magnetici e misteriosi. Anche se con il fiatone, l'emozione è profonda quando si giunge sul grande pianoro dell'alto costone, in quel momento si ha l'impressione di essere arrivati sul tetto del mondo. La sensazione è che corpo e spirito, circondati dalla natura selvaggia, si elevino verso altri mondi.

Penso che la "Casa Museo", con il candore di chi l'ha realizzata con tanta passione e senza alcuna pretesa, ci possa stimolare a sognare, fantasticare, a sorprenderci. Come i bambini che guardano il mondo con gli occhi dell'innocenza.

L'ingresso è gratuito.

Casa Museo 
Via ex S.S. 270 tra Buonopane e Fontana, 
80070 Serrara Fontana, Isola d'Ischia, Italia 

Tel. 3497198879 - Email: dimeglio69@yahoo.com

09/08/16

Passeggiata di Ferragosto Ischia

Evento Naturalistico - Serrara Fontana

Lunedi 15 agosto 2016


Passeggiata di Ferragosto Ischia
Ogni a anno a ferragosto sull'isola di Ischia si compie una escursione ecologica nel bosco dei Frassitielli e della Falanga; il raduno si tiene alle ore 7.30; la passeggiata conduce in uno dei luoghi più affascinanti dell'isola verde  alla scoperta delle case di pietra, le fosse della neve, gli antichi palmenti e le bellezze naturalistiche del bosco. E' un evento a cura del comune di serrara fontana.

16/07/16

Passeggiata di Ferragosto Ischia

Evento Naturalistico - Serrara Fontana

Lunedi 15 agosto 2016


Passeggiata di Ferragosto Ischia
Ogni a anno a ferragosto sull'isola di Ischia si compie una escursione ecologica nel bosco dei Frassitielli e della Falanga; il raduno si tiene alle ore 7.30; la passeggiata conduce in uno dei luoghi più affascinanti dell'isola verde  alla scoperta delle case di pietra, le fosse della neve, gli antichi palmenti e le bellezze naturalistiche del bosco. E' un evento a cura del comune di serrara fontana.

03/05/16

Escursioni a Ischia: il sentiero della Pietra dell’Acqua

Generalmente si parte da Via Nuova Falanga, la strada che, come si intuisce facilmente dal nome, porta all’omonimo bosco di castagni nel comune di Forio. In alternativa, l’escursione può cominciare anche da Via Calimera, a lato del cimitero di Serrara Fontana. Entrambe le strade, infatti, conducono alla “Pietra dell’Acqua”, un mega blocco di tufo verde trasformato dalle antiche maestranze agricole in una cisterna per la raccolta dell’acqua piovana.

Da Via Nuova Falanga occorre, a un certo punto, girare a destra (la deviazione è ben segnalata), anziché proseguire per la selva dei Frassitelli; da Via Calimera, invece, basta seguire la strada che a un tratto diventa – inequivocabilmente – “Via Pietra dell’Acqua”.

il sentiero della Pietra dell’Acqua
Sia l’uno che l’altro itinerario non presentano grosse difficoltà, se non il rispetto delle normali precauzioni in uso tra gli appassionati di trekking; soprattutto, quel che più conta, raccontano del passato recente dell’isola d’Ischia, quando era l’agricoltura, e non il turismo, la principale fonte di sostentamento dei suoi abitanti.

L’aspetto curioso è che in questo versante dell’isola, la vite non era la coltura principale, o perlomeno non  l’unica. Assieme all’uva, infatti, veniva coltivato il mitico grano Carosello – “Carusella” in dialetto – assai resistente agli inverni rigidi della parte alta dell’isola. La Pietra dell’Acqua serviva per coltivare il grano, i cui covoni venivano rivenduti alle ricamatrici di Lacco Ameno che ne realizzavano poi borse, cestini e cappelli per l’incipiente “industria del forestiero“.

Di questo passato non c’è più traccia, eccezion fatta, appunto, per la mitica “Pietra dell’Acqua” che, insieme alle case di pietra e alle fosse della neve della Falanga, testimonia dell’eccezionale capacità adattativa dell’uomo all’ambiente circostante. Nello specifico, dell’abilità a utilizzare per i più diversi scopi il tufo verde presente in gran quantità nel versante sud-occidentale del Monte Epomeo.


il sentiero della Pietra dell’Acqua
Oltre che per il valore testimoniale, l’itinerario merita anche da un punto di vista naturalistico. In particolare, il tramonto dalla Pietra dell’Acqua è un’esperienza che vale la pena provare; come pure da non perdere è il panorama stupendo che offre la vetta dell’Epomeo.

L’eremo di San Nicola, infatti, è a pochi minuti di cammino dalla Pietra dell’Acqua e, volendo, una volta su in cima, si può scendere a valle da Fontana invece che tornare sui propri passi. Del resto, la natura non sta certo dietro alle divisioni amministrative del territorio. Basta rispettarla, per essere ricambiati con passeggiate bellissime, come senza dubbio è quella sin qui descritta.

il sentiero della Pietra dell’Acqua
Perciò, una volta a Ischia approfittatene, non rimarrete delusi.

Mezzi pubblici:
– da Forio, linea CS (circolare sinistra);
– da Ischia Porto, linea CD (circolare destra).
– Fermata: cimitero di Serrara Fontana.

29/04/16

Mare, sole e tradizioni. Ritorno a Ischia

A Ischia si mangia, si beve e si fischia“. All’apparenza, questo proverbio coglie solo un aspetto tra quelli che concorrono all’immaginario turistico dell’isola: la buona tavola.  In realtà, il motto più famoso dell’isola d’Ischia, assai diffuso negli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, è la rivendicazione di un preciso stile di vita di cui il cibo è sì elemento fondamentale, ma non l’unico. Gli altri sono il mare e il sole. Un trittico che spiega perchè Ischia da tanti anni è un’isola in cui è bello venire in vacanza ma, ancora di più, tornare nuovamente dopo la prima volta.

A Ischia si mangia, si beve e si fischia
In quest’isola, la principale dell’arcipelago flegreo, e seconda per grandezza solo all’Elba (Sicilia e Sardegna escluse), l’immaginario comune di una località turistica è compiuto: spiagge per tutte le esigenze; boschi e pineteborghi marinari; antichi villaggi contadini e, soprattutto, tramonti infuocati. Specie quelli del versante occidentale dell’isola, da Forio fino all’esclusivo borgo di Sant’Angelo, nel comune di Serrara Fontana.

Ad attendervi, appena sbarcati, capita di trovare ancora l’Ape Calessino, il mitico “tre ruote” della Piaggio inventato proprio a Ischia. L’ideale per andare alla scoperta dei luoghi più belli in cui scattare foto.

A Ischia si mangia, si beve e si fischia
In alternativa, si fa per dire, (nulla vieta, infatti, di fare entrambe le cose) il giro dell’isola via mare. La soluzione più indicata per apprezzare la varietà del paesaggio costiero dell’isola: relativamente più basso e meno frastagliato il versante settentrionale; alta e solcata da profondi canyon la costa sud.

Tornando al cibo, il suggerimento è approfondire al palato la “doppia anima” dell’isola. A Ischia, infatti, la vocazione contadina del territorio convive felicemente con i tanti piatti a base di pesce della tradizione partenopea. Il consiglio, perciò, è non fermarsi al celebratissimo coniglio (in copertina). Dallo spaghetto a vongole al pescato cosidetto “povero” ce n’è davvero per tutti i gusti… e le tasche. Senza ovviamente dimenticare il vino che insieme, appunto, all’allevamento del coniglio, è stato per secoli il “core business” degli ischitani; l’attività principale di sostentamento prima dell’avvento del turismo.

A Ischia si mangia, si beve e si fischia
Quanto al periodo in cui venire, ogni stagione ha il suo “perchè”:
– l’inverno, da dedicare all’approfondimento dei musei e dei monumenti in giro per l’isola;
la primavera, con gli eventi sportivi, le rassegne e le tradizioni popolari;
l’estate, va da sè, con il mare, i parchi termali e le altre mille occasioni di svago del periodo;
poseidon- l’autunno, con il rito della vendemmia, cesura tra la fine dell’estate e l’anno nuovo alle porte.

A Ischia si mangia, si beve e si fischia
Insomma, sono talmente tanti i motivi per visitare Ischia che inevitabilmente tocca ritornare per scoprirli tutti.

Vi aspettiamo!

25/04/16

Cosa vedere nel comune di Ischia

Ischia non è solo il nome della più grande delle isole flegree, è anche il nome di uno dei 6 comuni in cui è diviso amministrativamente il territorio. Per inciso, il più importante dei comuni, quello che per primo si è aperto ai traffici commerciali e turistici con la terraferma grazie all’inaugurazione del porto borbonico nel 1854.

Sito sulla costa nord-orientale dell’isola, il comune di Ischia comprende i due nuclei principali di (Ischia) Ponte e (Ischia) Porto le contrade di San DomenicoSan MicheleSan Antuono e Campagnano.

E il tour alla scoperta delle cose da vedere nel comune di Ischia non può che partire da Ischia Ponte, una delle più significative testimonianze dell’architettura mediterranea, per secoli “cuore pulsante” della vita civile, politica ed economica dell’intera isola.

Da Ischia Ponte e dall’attiguo Castello Aragonese, la fortezza fatta erigere nel XV secolo da Alfonso il Magnanimo.

1. Ischia Ponte

Insieme a Marina Grande a Capri, alla Corricella a Procida e a Sant’Angelo Serrara Fontana, l’antico “Borgo di Celsa” è un’altra splendida testimonianza di quel modo di costruire “sui generis” che è l’architettura mediterranea. Probabilmente la più importante tra quelle citate, dal momento che agli archi, alle superfetazioni e ai colori pastello delle facciate va aggiunto il contrasto alto/basso tra i palazzi nobiliari e le case dei pescatori.

Già, perchè Ischia Ponte per secoli è stato il centro abitato più importante dell’intera isola, soprattutto per la presenza della curia vescovile, assai influente – come sappiamo – negli affari civili e politici oltre che in quelli religiosi.

Cosa vedere nel comune di Ischia
Ma non è tutto perchè Ischia Ponte è una storica “enclave” di pescatori, una minoranza a cui però conviene affidarsi per cogliere l’essenza di un’isola che ha invece fama di essere “di terra”. Da vedere la piccola contrada della Mandra con le case basse a ridosso della spiaggia e i gozzi tirati fin quasi sulla strada, a due passi dall’uscio di casa.

I segni, i reperti e le testimonianze dell’arte marinaresca ischitana sono raccolti in un grazioso museo allestito nel settecentesco Palazzo dell’Orologio. Per saperne di più sul Museo del Mare leggi qui.

2. Castello Aragonese

La prima fondazione del Castello risale al 474 a.C. ad opera di Gerone I tiranno di Siracusa, cui i Cumani “regalarono” l’isola per il sostegno nella vittoriosa guerra contro i Tirreni. La forma attuale è invece opera di Alfonso V d’Aragona (1394 – 1458), al cui ingegno dobbiamo anche l’istmo che collega il Castello con il piazzale antistante.

La fortezza, che in molti punti richiama il più famoso Maschio Angioino di Napoli, per secoli è stato il centro abitato più importante dell’intera isola d’Ischia. All’interno dell’”Insula Minor” – come era chiamato nel Medioevo il Castello Aragonese – alla fine del ‘500 abitavano quasi 2.000 nuclei familiari che nelle mura di questa fortezza in mezzo al mare trovavano rifugio e protezione dai frequenti attacchi saraceni.

Cosa vedere nel comune di Ischia
Nel XIX secolo i Borbone adibirono la fortezza di Ischia a bagno penale. Sorte condivisa con il Castello di Terra Murata a Procida, con la differenza che il primo cessò di essere un penitenziario con l’Unità d’Italia, mentre il complesso di Terra Murata a Procida ha continuato a esserlo fino al 1988.
Dai primi del ‘900 il Castello Aragonese è proprietà privata, sede privilegiata di mostre e rassegne culturali le più varie. Ultima, in ordine di tempo, l’Ischia Film Festival che si svolge ogni anno a cavallo tra i mesi di giugno e luglio.

3. Cartaromana

Poco distante da Ischia Ponte c’è Cartaromana, uno dei quartieri residenziali più belli di Ischia e però importante anche dal punto di vista storico e naturalistico. A Cartaromana c’è la Torre dei Guevara, la torre costiera a protezione del Castello Aragonese nella quale recentemente sono stati restaurati alcuni dipinti della fine del ‘500.

Sempre a Cartaromana c’è una piccola spiaggia di ciottoli famosa per le polle di acqua calda termale che risale in superficie dal sottosuolo.

Cosa vedere nel comune di Ischia
Per non dire di Via Soronzano, una delle due strade di collegamento tra Cartaromana e Ischia Ponte. Nient’altro che una piccola strada, eppure in grado di regalare una prospettiva diversa di Ischia Ponte con il profilo del Castello e la cupola della Cattedrale a dominare lo sky line del borgo.
Tutti particolari che suggeriscono di fare una visita a Cartaromana dove ci si ferma volentieri ad aspettare l’alba e, più di recente, per scattare un “selfie” con lo sfondo del Castello Aragonese.

4. Via Roma e Corso Vittoria Colonna

Le vie dello shopping e del by night made in Ischia. Un vero e proprio “centro commerciale naturale” dove ci si può fermare a mangiare, gustare un gelato o proseguire per la Riva Destra, la parte più riparata del porto di Ischia dove d’estate attraccano megayachts provenienti da ogni parte del mondo.
Da vedere in zona le chiese Santa Maria delle Grazie in San Pietro e Santa Maria di Portosalvo. Quest’ultima, il primo monumento che il turista si trova di fronte appena sbarcato a Ischia  con l’aliscafo.

5. Campagnano

Campagnano è l’antico fondo agricolo della “nobiltà aenariana”, nonchè uno dei luoghi più panoramici dell’isola d’Ischia. Si tratta di un antico borgo rurale che conserva numerose tracce della civiltà contadina ischitana. A cominciare da Piano Liguori un villaggio abbandonato a quasi 300 metri sul livello del mare in grado di regalare agli escursionisti che vi si arrampicano scorci e paesaggi meravigliosi, con l’arcipelago flegreo a far da sfondo a ettari e ettari di vigneti coltivati a picco sul mare.

Restano fuori da questo sommario elenco, le spiagge, le pinete, il Palazzo Reale e tanti altri dettagli piccoli e grandi per i quali occorre venire più che scriverne e parlarne.

Ischia Vi aspetta!!!

02/11/15

Ischia la Casa Museo di Cava Pallarito

Cava Pallarito segna la linea di confine tra il comune di Barano e quello di Serrara Fontana. Un luogo di altri tempi, selvaggio ed affascinante, poiché non è stato stravolto dalla mano dell'uomo. Nel corso di secoli solo la natura ha trasformato quel sito in un incanto di purezza e autenticità.

I lecci altissimi sembrano sfiorare il cielo e le nuvole, abbondano le querce e il frassino.

Quella gola scavata dal vento e dall'erosione delle acque è sovrastata da due alti costoni, in uno dei quali nei tempi antichi fu scavato un cellaio che i contadini usavano per mettere le botti del vino e gli attrezzi della terra. Salendo per una ripida e lunga scala ci sono grotte e anfratti che all'epoca ci si serviva come rifugio per capremuli ed uomini.

Ischia la Casa Museo di Cava Pallarito
Questo piccolo regno è stato lasciato in eredità a Salvatore Di Meglio, che fa il mestiere di muratore, il quale è orgoglioso e fiero di aver realizzato il suo sogno: trasformare quegli ambienti in una "Casa Museo". Per oltre quindici anni è stata la sua abitazione, lì sono nati i suoi tre figli, ormai adulti.

Seppur affezionato a quel piccolo paradiso, dovette lasciarlo, perché troppo umido e freddo durante l'inverno. Per un lungo periodo tutto rimase in uno stato di abbandono. Solo colombifalchi e altri uccelli svolazzavano indisturbati intorno a quello che potrebbe essere definito un piccolo alveare. Ma da circa sette anni c'è di nuovo vita in quella cava desolata, che per noi residenti e turisti era solo un luogo di transito.

Ischia la Casa Museo di Cava Pallarito
Salvatore con i suoi occhi celesti e limpidi che scrutano in profondità, trascorre nel museo molte ore della giornata. Accoglie il visitatore con naturalezza e semplicità, parla poco e ascolta molto.

Nel tempo libero scolpisce il legno e la pietra, realizza così piccoli capolavori, che colpiscono perché molto primitivi nella forma, sembrano appartenere ad un mondo remoto, del quale abbiamo perso le tracce. La cantina è ricca di tanti arnesi appartenuti alla civiltà rurale, piccoli e grandi oggetti di cui si faceva uso quotidiano e che non avremmo modo di ammirare e anche di emozionarci toccandoli, se Salvatore non li avesse messi a disposizione di tutti coloro che hanno nostalgia del passato e delle nostre radici. Ma non solo, tutto ciò è importante anche per le nuove generazioni, le quali devono imparare che la storia è fatta non solo delle gesta degli uomini, ma anche degli oggetti di cui ne hanno fatto uso.

Ischia la Casa Museo di Cava Pallarito
La lunga scala accede ad un terrazzo che affaccia sulla cava e sulla strada carrabile. Tutt'intorno c'è silenzio, ed il fresco pungente che arriva dalla gola attraverso la montagna. Nelle grotte troviamo ancora centinaia di utensili di epoche passatedisegni stilizzati lungo le pareti, che Salvatore ha realizzato con pietre levigate dal mare.

C'è anche un cunicolo chiamato "La Grotta della fortuna", lungo il quale sono stati appesi tantissimi ferri di cavallo, (gli antichi li usavano contro il malocchio), percorrendolo si ha per davvero una sensazione di purificazione e positività interiore.

Ischia la Casa Museo di Cava Pallarito
Altri gradini scavati nel tufo, portano verso la cimalungo il percorso il belare delle caprette che entrano ed escono dai vari anfratti, accompagnano il visitatore con i loro occhi magnetici e misteriosi. Anche se con il fiatone, l'emozione è profonda quando si giunge sul grande pianoro dell'alto costone, in quel momento si ha l'impressione di essere arrivati sul tetto del mondo. La sensazione è che corpo e spirito, circondati dalla natura selvaggia, si elevino verso altri mondi.

Penso che la "Casa Museo", con il candore di chi l'ha realizzata con tanta passione e senza alcuna pretesa, ci possa stimolare a sognare, fantasticare, a sorprenderci. Come i bambini che guardano il mondo con gli occhi dell'innocenza.

L'ingresso è gratuito.

Casa Museo 
Via ex S.S. 270 tra Buonopane e Fontana, 
80070 Serrara Fontana, Isola d'Ischia, Italia 

Tel. 3497198879 - Email: dimeglio69@yahoo.com