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20/12/15

Aspettando la vigilia di Natale

Uno dei piatti principe della tavola natalizia ischitana e napoletana è sicuramente il baccalà. Pietanza antichissima importata in Campania dalla Norvegia, il merluzzo che diventa “stoccafisso” e “baccalà” non può mancare a Natale. Lo troviamo nel menù della vigilia, ma anche come spuntino a mezzogiorno del 24 dicembre.

Aspettando la vigilia di Natale
In questa lunga giornata che prepara la grande abbuffata del Natale, il digiuno è d’obbligo. Ma è un digiuno un po’ speciale: è un “digiuno alla napoletana”, perché spizzicare è permesso e non solo a chi sta ai fornelli. Pizze di scarole e baccalà fritto aiutano a giungere a sera con un sano appetito, ma senza troppo soffrire!

Aspettando la vigilia di Natale
Nel comune di Ischia in genere sono vari i punti di ritrovo dove spizzicare cose buone in attesa della vigilia: alla riva sinistra, ad Ischia ponte, alla Mandra. E tutti gli altri comuni dell’isola di Ischia - CasamicciolaLacco AmenoBaranoForio e Serrara Fontana - la mattina del 24 dicembre danno appuntamento in piazza e per le stradine dei borghi con la sagra del baccalà.

Aspettando la vigilia di Natale
La storia dell’amore tra Napoli e il baccalà risale almeno al 1500. E ancora una volta, si vede come i napoletani siano un popolo capace di trovare soluzioni. A quel tempo, la Chiesa della controriforma imponeva di “mangiar magro”: aveva cioè proibito il consumo di carne nei giorni comandati.

08/12/15

La magia di Natale nella tradizione del presepe napoletano

Perdersi ammirando quel mondo magico ed antico, fatto di uomini in miniatura, dai vestiti sgargianti, dagli occhi lunghi e lo sguardo mediorientale, fatto di contadine abbronzate, e madonne ed angeli dalle guance di giglio, di venditori e acquaioli, di casette di cartapesta e giochi d’acqua, di muschio e di sughero. Ad Ischia, come a Napoli, dicembre si tinge di una religiosità intima e popolare. 


La magia di Natale nella tradizione del presepe napoletano
Qui il Natale parla la lingua feriale dei “pastori napoletani”, parla la lingua del presepe. E l’isola di Ischia con i suoi borghi di pescatori, i villaggi rurali, le casette basse e colorate, le cantine antiche, le strade che odorano di legna bruciata nei camini e le mille e mille lucine che si accendono di sera è essa stessa un grande, sorprendente presepe

Trascorrere le vacanze di Natale sull’isola di Ischia è sicuramente un modo per conoscere a fondo tradizioni e cultura mediterranee da una visuale inconsueta tra stradine e spiagge silenziose, chiese addobbate, feste in piazza dove gustare pesce fritto e vino novello, caldarroste e pizze di scarole.


La magia di Natale nella tradizione del presepe napoletano
E naturalmente non può mancare la visita ai presepi.

Gli appassionati di questa forma di artigianato avranno pane per i loro denti: ad Ischia un itinerario presepistico davvero interessante; e per approfondire il tema da Ischia in mezz’ora di aliscafo si raggiunge Napoli con le strade del presepe napoletano: i decumani, San Biagio e san Gregorio Armeno, ma anche il museo di San Martino che ha una delle più belle collezioni di presepi, tra cui spicca Il presepe Cuciniello.


La magia di Natale nella tradizione del presepe napoletano
Il 26 dicembre di ogni anno ad Ischia, nella frazione collinare di Campagnano, si tiene il presepe vivente, a cui partecipano decine e decine di figuranti, che sfilano per le stradine antiche.

In una antica cantina la Natività.

E in piazza gli antichi mestieri e la tavola delle delizie da mangiare.

Un'appuntamento natalizio da non perdere...

04/12/15

La musica di Natale ad Ischia viene da lontano: gli "zampognari"

Sembrano provenire direttamente da un presepe napoletano; con i loro vestiti da montanari ed i loro visi ieratici. Già alle prime luci livide dell’alba sono in giro per borghi e case a suonare vecchie melodie religiose con strumenti ancora più antichi. Sono gli zampognari, vengono dalle regioni del profondo sud come la Calabria, dal Molise e dalle montagne dell’Abbruzzo, parlano di transumanza e di mestieri scomparsi e quando appaiono il Natale è vicino. Se siete in vacanza sull’isola di Ischia a Natale, avrete l’occasione di partecipare ad una delle più antiche tradizioni etniche del sud Italia: l’arrivo degli zampognari.

L’atmosfera che si respira per le strade profumate di caldarroste è riscaldata da queste musiche che parlano della venuta del Signore, “ Quann nascette ninno”, le Novene, musiche che emozionano per la loro arcaica semplicità, musiche che “portano bene”, che hanno un valore sacro e beneaugurate per le case che aprono loro le porte.

La musica di Natale ad Ischia viene da lontano: gli "zampognari"

Gli zampognari sono in genere due: uno suona la zampogna, strumento simile ad una cornamusa, l'altro la ciaramella, strumento a fiato fatto di canne.

Già anticamente il loro arrivo in città coincideva con la festa dell' Immacolata; tutte le botteghe e tutte le case che esponevano un'immagine della Vergine ottenevano una melodia natalizia in cambio di un piccolo obolo.

La musica di Natale ad Ischia viene da lontano: gli "zampognari"
Un cronista del 1840 annotò "cosiffatta serenata chiamasi anco l'albata".

Lo strumento musicale dal quale prendono il nome è la zampogna: costituita da canne sonore di legno inserite in una sacca di pelle di capra o di pecora.

La musica di Natale ad Ischia viene da lontano: gli "zampognari"
L’otre si gonfia direttamente con il fiato del suonatore, pertanto il flusso d’aria non si può interrompere. Le canne, almeno due, sono utilizzate una per la melodia e l’altra di bordone, cioè come nota di accompagnamento.

26/11/15

Dicembre ad Ischia, per un Natale più vero

Sarà per l'odore dolce delle caldarroste, sarà per i cento camini fumanti, per i dolci fatti in casa che impregnano l'aria, per i portoni antichi aperti su presepi incantevoli, o per la musica degli zampognari, ma dicembre sull'isola di Ischia è un percorso emozionante che ti fa respirare intensamente un'aria antica, quella del Natale di una volta. Un momento da vivere nell'intimità di una chiesa, nella festa di una piazza e alla tavola di una trattoria slow food, per assaporare la vera tradizione del Natale.

Dicembre ad Ischia, per un Natale più vero
Un po' di tramontana non guasta a dicembre per dare quel tocco vivo e pungente dell'aria natalizia. Chi ama immergersi nelle tradizioni e nelle atmosfere autentiche del Natale, troverà ad Ischia il luogo in assoluto più fedele a quel sentimento insieme festoso e spirituale che il Natale reca con sé. Questo perchè la vita in questa terra separata dal resto d'Italia dal mare è rimasta un più legata ai ritmi della natura: il giorno e la notte scandiscono il lavoro dei contadini, dei pescatori e degli artigiani che sono ancora tanti sull'isola. 

Dicembre ad Ischia, per un Natale più vero
Se le stagioni per chi vive in città sono soltanto intese come momenti di bel tempo o pioggia, per chi come avviene ad Ischia vive in stretto contatto con la terra e con il mare il cambiamento dei cicli stagionali deve essere seguito con attenzione, perchè il lavoro che si compie in campagna non può non tenerne conto. Fermatevi ad osservare il lavoro minuzioso dei coltivatori di vite, guardare come i loro gesti si ripetono secondo una cerimonia che fa parte del loro antico sapere. E' il tempo che li guida alla legatura delle viti, alla potatura, o alla raccolta dell'uva. Ecco perchè il rispetto assoluto del calendario si tramuta anche in un forte ancoraggio con le tradizioni, ed il Natale ad Ischia è più vero. 

Dicembre ad Ischia, per un Natale più vero
Nelle campagne è il momento di concimare la terra, zapparla e mettere, potare le viti, in mare è il giusto periodo per andare a pesca per portare prelibatezze freschissime sulla tavola della Vigilia. Il “cuoccio all'acqua pazza”, un dentice al forno, il capitone ed il baccalà fritto, e gli immancabili spaghetti ai frutti di mare. A Natale ogni piazza di Ischia è una gioia per gli occhi con i mercatini d'artigianato, piccoli spettacoli pomeridiani, e tante cose buone da gustare. Scegliete di trascorrere una vacanza di Natale sull'isola di Ischia. 

21/12/13

La musica di Natale ad Ischia viene da lontano: gli "zampognari"

Sembrano provenire direttamente da un presepe napoletano; con i loro vestiti da montanari ed i loro visi ieratici. Già alle prime luci livide dell’alba sono in giro per borghi e case a suonare vecchie melodie religiose con strumenti ancora più antichi. Sono gli zampognari, vengono dalle regioni del profondo sud come la Calabria, dal Molise e dalle montagne dell’Abbruzzo, parlano di transumanza e di mestieri scomparsi e quando appaiono il Natale è vicino. Se siete in vacanza sull’isola di Ischia a Natale, avrete l’occasione di partecipare ad una delle più antiche tradizioni etniche del sud Italia: l’arrivo degli zampognari.

L’atmosfera che si respira per le strade profumate di caldarroste è riscaldata da queste musiche che parlano della venuta del Signore, “ Quann nascette ninno”, le Novene, musiche che emozionano per la loro arcaica semplicità, musiche che “portano bene”, che hanno un valore sacro e beneaugurate per le case che aprono loro le porte.

La musica di Natale ad Ischia viene da lontano: gli "zampognari"

Gli zampognari sono in genere due: uno suona la zampogna, strumento simile ad una cornamusa, l'altro la ciaramella, strumento a fiato fatto di canne.

Già anticamente il loro arrivo in città coincideva con la festa dell' Immacolata; tutte le botteghe e tutte le case che esponevano un'immagine della Vergine ottenevano una melodia natalizia in cambio di un piccolo obolo.

La musica di Natale ad Ischia viene da lontano: gli "zampognari"
Un cronista del 1840 annotò "cosiffatta serenata chiamasi anco l'albata".

Lo strumento musicale dal quale prendono il nome è la zampogna: costituita da canne sonore di legno inserite in una sacca di pelle di capra o di pecora.

La musica di Natale ad Ischia viene da lontano: gli "zampognari"
L’otre si gonfia direttamente con il fiato del suonatore, pertanto il flusso d’aria non si può interrompere. Le canne, almeno due, sono utilizzate una per la melodia e l’altra di bordone, cioè come nota di accompagnamento.

17/12/13

Aspettando la vigilia di Natale

Uno dei piatti principe della tavola natalizia ischitana e napoletana è sicuramente il baccalà. Pietanza antichissima importata in Campania dalla Norvegia, il merluzzo che diventa “stoccafisso” e “baccalà” non può mancare a Natale. Lo troviamo nel menù della vigilia, ma anche come spuntino a mezzogiorno del 24 dicembre.

Aspettando la vigilia di Natale
In questa lunga giornata che prepara la grande abbuffata del Natale, il digiuno è d’obbligo. Ma è un digiuno un po’ speciale: è un “digiuno alla napoletana”, perché spizzicare è permesso e non solo a chi sta ai fornelli. Pizze di scarole e baccalà fritto aiutano a giungere a sera con un sano appetito, ma senza troppo soffrire!

Aspettando la vigilia di Natale
Nel comune di Ischia in genere sono vari i punti di ritrovo dove spizzicare cose buone in attesa della vigilia: alla riva sinistra, ad Ischia ponte, alla Mandra. E tutti gli altri comuni dell’isola di Ischia - Casamicciola, Lacco Ameno, Barano, Forio e Serrara Fontana - la mattina del 24 dicembre danno appuntamento in piazza e per le stradine dei borghi con la sagra del baccalà.

Aspettando la vigilia di Natale
La storia dell’amore tra Napoli e il baccalà risale almeno al 1500. E ancora una volta, si vede come i napoletani siano un popolo capace di trovare soluzioni. A quel tempo, la Chiesa della controriforma imponeva di “mangiar magro”: aveva cioè proibito il consumo di carne nei giorni comandati.

09/12/13

La magia di Natale nella tradizione del presepe napoletano

Perdersi ammirando quel mondo magico ed antico, fatto di uomini in miniatura, dai vestiti sgargianti, dagli occhi lunghi e lo sguardo mediorientale, fatto di contadine abbronzate, e madonne ed angeli dalle guance di giglio, di venditori e acquaioli, di casette di cartapesta e giochi d’acqua, di muschio e di sughero. Ad Ischia, come a Napoli, dicembre si tinge di una religiosità intima e popolare. 


La magia di Natale nella tradizione del presepe napoletano
Qui il Natale parla la lingua feriale dei “pastori napoletani”, parla la lingua del presepe. E l’isola di Ischia con i suoi borghi di pescatori, i villaggi rurali, le casette basse e colorate, le cantine antiche, le strade che odorano di legna bruciata nei camini e le mille e mille lucine che si accendono di sera è essa stessa un grande, sorprendente presepe

Trascorrere le vacanze di Natale sull’isola di Ischia è sicuramente un modo per conoscere a fondo tradizioni e cultura mediterranee da una visuale inconsueta tra stradine e spiagge silenziose, chiese addobbate, feste in piazza dove gustare pesce fritto e vino novello, caldarroste e pizze di scarole.


La magia di Natale nella tradizione del presepe napoletano
E naturalmente non può mancare la visita ai presepi.

Gli appassionati di questa forma di artigianato avranno pane per i loro denti: ad Ischia un itinerario presepistico davvero interessante; e per approfondire il tema da Ischia in mezz’ora di aliscafo si raggiunge Napoli con le strade del presepe napoletano: i decumani, San Biagio e san Gregorio Armeno, ma anche il museo di San Martino che ha una delle più belle collezioni di presepi, tra cui spicca Il presepe Cuciniello.


La magia di Natale nella tradizione del presepe napoletano
Il 26 dicembre di ogni anno ad Ischia, nella frazione collinare di Campagnano, si tiene il presepe vivente, a cui partecipano decine e decine di figuranti, che sfilano per le stradine antiche.

In una antica cantina la Natività.

E in piazza gli antichi mestieri e la tavola delle delizie da mangiare.

Un'appuntamento natalizio da non perdere...

28/11/13

Dicembre ad Ischia, per un Natale più vero

Sarà per l'odore dolce delle caldarroste, sarà per i cento camini fumanti, per i dolci fatti in casa che impregnano l'aria, per i portoni antichi aperti su presepi incantevoli, o per la musica degli zampognari, ma dicembre sull'isola di Ischia è un percorso emozionante che ti fa respirare intensamente un'aria antica, quella del Natale di una volta. Un momento da vivere nell'intimità di una chiesa, nella festa di una piazza e alla tavola di una trattoria slow food, per assaporare la vera tradizione del Natale.

Dicembre ad Ischia, per un Natale più vero
Un po' di tramontana non guasta a dicembre per dare quel tocco vivo e pungente dell'aria natalizia. Chi ama immergersi nelle tradizioni e nelle atmosfere autentiche del Natale, troverà ad Ischia il luogo in assoluto più fedele a quel sentimento insieme festoso e spirituale che il Natale reca con sé. Questo perchè la vita in questa terra separata dal resto d'Italia dal mare è rimasta un più legata ai ritmi della natura: il giorno e la notte scandiscono il lavoro dei contadini, dei pescatori e degli artigiani che sono ancora tanti sull'isola. 

Dicembre ad Ischia, per un Natale più vero
Se le stagioni per chi vive in città sono soltanto intese come momenti di bel tempo o pioggia, per chi come avviene ad Ischia vive in stretto contatto con la terra e con il mare il cambiamento dei cicli stagionali deve essere seguito con attenzione, perchè il lavoro che si compie in campagna non può non tenerne conto. Fermatevi ad osservare il lavoro minuzioso dei coltivatori di vite, guardare come i loro gesti si ripetono secondo una cerimonia che fa parte del loro antico sapere. E' il tempo che li guida alla legatura delle viti, alla potatura, o alla raccolta dell'uva. Ecco perchè il rispetto assoluto del calendario si tramuta anche in un forte ancoraggio con le tradizioni, ed il Natale ad Ischia è più vero. 

Dicembre ad Ischia, per un Natale più vero
Nelle campagne è il momento di concimare la terra, zapparla e mettere, potare le viti, in mare è il giusto periodo per andare a pesca per portare prelibatezze freschissime sulla tavola della Vigilia. Il “cuoccio all'acqua pazza”, un dentice al forno, il capitone ed il baccalà fritto, e gli immancabili spaghetti ai frutti di mare. A Natale ogni piazza di Ischia è una gioia per gli occhi con i mercatini d'artigianato, piccoli spettacoli pomeridiani, e tante cose buone da gustare. Scegliete di trascorrere una vacanza di Natale sull'isola di Ischia.