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18/06/16

Ristorante l'Arca, una location unica

Ristorante l'Arca, una location unica

Descrizione del Ristorante Pizzeria L'Arca

Incastonato come una pietra preziosa tra le verdi colline ed i vigneti della costa sud occidentale dell'isola, il ristorante l'Arca è interamente intarsiato su un grosso masso di pietra verde!

Specialità casarecce di terra e di mare

La cucina è casereccia tipica isolana; nel menù troviamo il coniglio alla cacciatora e la pizza napoletana. A disposizione dei clienti un piccolo parcheggio.

Ristorante l'Arca, una location unica
Alcuni piatti che potrete gustare all'Arca

Ampia scelta di specialità sia di terra che di mare, oltre al Coniglio alla Cacciatora, specialità della casa, cucinato sapientemente da Mamma Filomena, ottimi sono anche i piatti a base di pesce.

Posizione del Ristorante Pizzeria L'Arca

Posizionato sulle colline meridionali dell'isola, il ristorante è stato ricavato su un enorme masso di pietra verde, che si erge tra i verdi vigneti della zona. 

Ristorante l'Arca, una location unica
Facile da raggiungere in auto, un piccolo parcheggio a disposizione della clientela, posto sul versante opposto della strada. Per chi si muove a piedi la fermata dell'autobus è a 50 metri, il ristorante organizza comunque su richiesta transfer gratuiti.

Ristorante L'Arca 
Via Ciglio 144 - 80070 Serrara Fontana (Na)
Tel. Tel. ì39 3208706019

22/11/15

Ristorante l'Arca, una location unica

Ristorante l'Arca, una location unica

Descrizione del Ristorante Pizzeria L'Arca

Incastonato come una pietra preziosa tra le verdi colline ed i vigneti della costa sud occidentale dell'isola, il ristorante l'Arca è interamente intarsiato su un grosso masso di pietra verde!

Specialità casarecce di terra e di mare

La cucina è casereccia tipica isolana; nel menù troviamo il coniglio alla cacciatora e la pizza napoletana. A disposizione dei clienti un piccolo parcheggio.

Ristorante l'Arca, una location unica
Alcuni piatti che potrete gustare all'Arca

Ampia scelta di specialità sia di terra che di mare, oltre al Coniglio alla Cacciatora, specialità della casa, cucinato sapientemente da Mamma Filomena, ottimi sono anche i piatti a base di pesce.

Posizione del Ristorante Pizzeria L'Arca

Posizionato sulle colline meridionali dell'isola, il ristorante è stato ricavato su un enorme masso di pietra verde, che si erge tra i verdi vigneti della zona. 

Ristorante l'Arca, una location unica
Facile da raggiungere in auto, un piccolo parcheggio a disposizione della clientela, posto sul versante opposto della strada. Per chi si muove a piedi la fermata dell'autobus è a 50 metri, il ristorante organizza comunque su richiesta transfer gratuiti.

Ristorante L'Arca 
Via Ciglio 144 - 80070 Serrara Fontana (Na)
Tel. Tel. ì39 3208706019

14/11/15

Torta Ischitana

Una sferzata di energia e di gusto in questa deliziosa torta a base di fichi mandorle.

Basterà assaggiarla per non poterne più fare a meno! Una ricetta ideata dal Bar Calise di Ischia Porto.

Ingredienti:

+ 250 g di farina di mandorle 
+ 250 g di burro
+ 250 g di zucchero 
+ 6 uova 
+ 50 g di pinoli tritati 
+ 50 g di noci tritate
+ 50 g di nocciole tritate
+ 25 g di mandorle tritate
+ la scorza di 1 arancia
+ la scorza di ½ limone

Torta Ischitana

per finire

+ 300 g di crema pasticciera
+ 400 g di fichi freschi

Preparazione:

Separate gli albumi dai tuorli e montateli a neve ben ferma. Montate lo zucchero con il burro fino a ottenere un composto spumoso; aggiungete le uova una alla volta e amalgamatele bene, poi, unite la farina di mandorle e tutti gli altri ingredienti evitando di smontare il composto. Per ultimi incorporate gli albumi. Dividete la torta a metà e farcitela con la metà della crema pasticciera. Chiudetela e copritela con la crema restante e con i fichi tagliati a rondelle.

Servite fredda.

04/04/15

Le torte salate di Pasqua: il Casatiello

Da una tradizione antichissima nasce uno dei piatti più mediterranei della Pasqua ischitana, il Casatiello. Torta salata dal carattere forte e robusto questa pietanza viene preparata qualche giorno prima della Pasqua nelle case ischitane, seguendo un’antica ricetta napoletana. Ma attenzione perché quello che sembra una semplice torta rustica è in realtà, come spesso le antiche ricette legate alle tradizioni religiose, intrisa di significati simbolici che alludono alla resurrezione di Cristo, e questi segni sono gli stessi ingredienti le uova ed il formaggio, e la forma del Casatiello che ripete grossolanamente la corona di spine del Cristo

Nella tassonomia culinaria, il casatiello appartiene alla famiglia delle torte pasquali salate.

Tortano e casatiello hanno lo stesso impasto: farina, lievito, acqua, sale, pepe, sugna (in italiano strutto), uova sode, salame, formaggio e ciccoli (ciccioli) di maiale

Le varianti sono numerose: regionali, locali, e familiari. C’è chi, invece del (o insieme al) salame nell’impasto ci mette mortadella a dadini, o prosciutto cotto.

Quanto ai formaggi, fondamentale è il pecorino romano, in dosi generose. Ad esso si aggiunge spesso una piccola percentuale di parmigiano, e c’è chi si spinge fino al provolone semipiccante, e/o all’emmental.

Le torte salate di Pasqua: il Casatiello
Per un piatto così legato alla Pasqua, e dunque alla tradizione cristiana, fa un certo effetto rendersi conto che i suoi ingredienti rispondono ad una simbologia pagana, molto precedente a Cristo: a cominciare dal già evocato pecorino.

Il formaggio pecorino si fa con il latte di pecora.

Di cui si nutre il piccolo della pecora: l’agnello.

Orbene, nei riti pagani collegati alla resurrezione primaverile della natura dopo la “morte” invernale venivano sacrificati degli agnelli.

Con la a maiuscola, l’Agnello è il simbolo dell’innocenza: della creatura pura e candida. Per questo gli Ebrei lo offrivano in sacrificio durante la Pasqua.

E chi – nella visione cristiana – è più innocente di Cristo, l’Agnello di Dio che toglie i peccati dal mondo?

In tutto l’Occidente, l’agnello pasquale che trionfa e sorregge la bandiera della vittoria sulla morte rappresenta la Resurrezione, tanto da essere impiegato come amuleto dopo essere stato modellato con cera benedetta.

E’ chiaro dunque perché è il pecorino, il formaggio che si deve mettere nel casatiello e nel tortano? Se non ce lo mettete, cambia tutto il senso del casatiello (e pure il sapore, che a parte ogni discorso, col pecorino è tutta un’altra cosa…)

Altro ingrediente, altra storia: i ciccioli, o cicoli, come dicono i napoletani.

I ciccioli sono i residui della lavorazione (fusione) del grasso del maiale: lo strutto, “’a nzogna” dei partenopei. I ciccioli si presentano come pezzetti irregolari di carne, di color nocciola, molto ricchi di grasso, e quindi saporitissimi.

Rimandano anch’essi a un rito antichissimo, antecedente all’era cristiana: l’uccisione sacrificale del maiale, simbolo di fecondità e di benessere. E il benessere effettivamente lo portava nelle case, il maiale, con tutto il ben di Dio che metteva sulle tavole dei contadini.

La gratitudine non è uno dei sentimenti umani più frequentati, e il maiale lo sa: lui sfama l’uomo, e l’uomo lo infama. Facevano così anche i cristiani, per i quali il porco era il simbolo dell’ingordigia e dell’ignoranza: ma curiosamente, in epoche precedenti, il maiale era collegato alla rinascita.

Il tortano e il casatiello si fanno con la farina. Come il pane: il Cibo per eccellenza, che resta tale quando, oltre che entrare nella bocca, ne esce diventando linguaggio: “nell’espressione “guadagnarsi il pane”, quest’ultimo simboleggia qualsiasi forma di sostentamento e di alimento. Prima di diventare il Simbolo del Re dei Re, cioè di Cristo nell’ostia consacrata, il Pane era - ed è - il Re dei Cibi.

Poi ci sono le uova.

L’Uovo è il simbolo del seme primordiale dal quale in seguito nasce il mondo.

Le torte salate di Pasqua: il Casatiello
Come totalità racchiusa in un guscio, indica la Creazione già prefigurata fin dall’inizio. I cristiani paragonavano Gesù, che risorge dal sepolcro, al pulcino, che esce dal suo guscio.

E quando risorge Gesù? A Pasqua!

Ecco spiegato il significato dell’uovo di Pasqua, presente in moltissime culture.

Perciò, nel periodo di Pasqua uova come se piovesse (ma meglio di no, specialmente a Pasquetta, c’è la gita fuori porta). Ci sono le uova decorate, le uova di cioccolato, e le uova messe dentro i dolci e le torte: a Napoli, nella pastiera e nella colomba, ma pure -e qui il cerchio si chiude- nel casatiello e nel tortano.

Oltre alla sostanza (piuttosto sostanziosa, a quanto pare), tortano e casatiello hanno in comune la forma. A ciambella, vuota al centro.

Questa forma ha un significato ben preciso (perché ormai è chiaro: in questi cibi dei giorni di festa niente è lasciato al caso, e figuriamoci al casatiello): la ciambella ha la forma della corona di spine di Gesù Cristo.

E’ così che, mangiandola, ci si ricorda, senza averne consapevolezza, ma a livello profondo, del calvario del Salvatore: e si lenisce la (sua e nostra) sofferenza “distruggendo”, col mangiarla, una delle sue cause: la terribile corona di spine, appunto. Ma benché uguali per contenuto (l’impasto è sostanzialmente il medesimo), e per forma (a ciambella), tortano e casatiello non sono sinonimi.

No. Il casatiello ha qualcosa in più rispetto al tortano.

Oltre ad avere le uova sode dentro l’impasto, ce le ha pure fuori: quattro o più, complete di guscio, incastonate nella ciambella. Ma non completamente affondate in essa, in modo che la loro parte superiore rimanga visibile. Il tortano (in cui le uova sode, tagliate a spicchi, si trovano solo nell’impasto) è in realtà più antico del casatiello. Che ne rappresenta un’evoluzione.

Un bel giorno dev’essere accaduto che uno di quei fornai che preparavano i tortani, per renderli più appetitosi, abbia provato a incastrarvi dentro delle uova crude, e intere.


Le torte salate di Pasqua: il Casatiello
Una volta tolto dal forno questa specie di supertortano (forse una volta sola non bastò, e ci vollero più tentativi), si accorse che le uova, al di sotto del guscio, erano diventate sode. E avevano preso un particolarissimo sapore, a causa dell’impasto in cui si trovavano immerse. Era nato così il casatiello, che incontrò subito molta fortuna.

Perché soddisfa il palato, e l’occhio.

E pure la sensibilità religiosa: al di sopra di ciascun uovo inserito nella ciambella venivano infatti sistemate due striscioline di pasta perpendicolari tra loro. A scopo puramente ornamentale? Ovviamente no: le due strisce ortogonali di pasta non sono altro che la rappresentazione della Croce. Lasciando da parte i simboli, il casatiello è davvero bello a vedersi: un alto ciambellone dorato, dalle cui pareti ambrate emergono a tratti i cicoli, e sulla cui superficie occhieggiano le uova sode ancora serrate nella corazza del guscio.

L’operazione di sgusciamento delle uova incastonate è delicata: occorre infatti separare con cautela i frammenti del guscio dal soffocante abbraccio della pasta, che a cottura ultimata vi aderisce fortemente.

Nato come gustosa variante del tortano, il casatiello ha un pò per volta perso terreno: per praticità e rapidità, le massaie hanno preferito limitarsi alla preparazione del tortano, che già da sola non è uno scherzo. Ma il tempo è sempre galantuomo, anche quando non c’è. E’ stata proprio la sua mancanza a far tornare in auge il casatiello.

E’ accaduto perché oggi ormai nelle case non c’è il tempo neppure per fare il tortano. A questo punto, chi lo vuole deve andarselo a comprare.

Venendo in vacanza a Pasqua ad Ischia assaggiate questa famosa torta salata, la potete trovare nei ristoranti attenti a conservare la tradizione della tavola ischitana e partenopea ma anche in qualche panificio – pasticceria dell’isola di Ischia.

02/04/15

Il dolce della Pasqua ischitana: la Pastiera

E’ tanto buona che come spesso accade per le pietanze più gustose è diventata leggendaria. E mitica è anche la fabula che ne racconta le origini. Madre della ricetta la sirena Partenope, che mescolando insieme tutti le bontà portatele in omaggio dai napoletani, rapiti dalla sua bella voce, creò la pastiera. Ad Ischia a Pasqua non manca una saporita fetta di pastiera ad ogni fine pasto, ma anche come spuntino pomeridiano o mattutino, perché un dolce tanto buono non può che tentare chi di sapori se ne intende

Se venite in vacanza ad Ischia a Pasqua non mancate di assaporare questo antichissimo dolce napoletano, che le donne di casa ed i pasticcieri ischitani preparano secondo l’antica ricetta.

Sapete che ha origini remote?

La pastiera, forse, sia pure in forma rudimentale, accompagnò le feste pagane celebranti il ritorno della primavera, durante le quali le sacerdotesse di Cerere portavano in processione l'uovo, simbolo di vita nascente.

Il dolce della Pasqua ischitana: la Pastiera
Per il grano o il farro, misto alla morbida crema di ricotta, potrebbe derivare dal pane di farro delle nozze romane, dette appunto " confarratio ".

Un'altra ipotesi la fa risalire alle focacce rituali che si diffusero all'epoca di Costantino il Grande, derivate dall'offerta di latte e miele, che i catecumeni ricevevano nella sacra notte di Pasqua al termine della cerimonia battesimale. Nell'attuale versione, fu inventata probabilmente nella pace segreta di un monastero dimenticato napoletano. Un'ignota suora volle che in quel dolce, simbologia della Resurrezione, si unisse il profumo dei fiori dell'arancio del giardino conventuale.

Alla bianca ricotta mescolò una manciata di grano, che, sepolto nella bruna terra, germoglia e risorge splendente come oro, aggiunse poi le uova, simbolo di nuova vita, l'acqua di mille fiori odorosa come la prima vera, il cedro e le aromatiche spezie venute dall'Asia. È certo che le suore dell'antichissimo convento di San Gregorio Armeno di Napoli erano reputate maestre nella complessa manipolazione della pastiera, e nel periodo pasquale ne confezionavano in gran numero per le mense delle dimore patrizie e della ricca borghesia.

Il dolce della Pasqua ischitana: la Pastiera
Ogni brava massaia ischitana e napoletana si ritiene detentrice dell'autentica, o della migliore, ricetta della pastiera. Ci sono, diciamo, due scuole: la più antica insegna a mescolare alla ricotta semplici uova sbattute; la seconda, decisamente innovatrice, raccomanda di mescolarvi una densa crema pasticciera che la rende più leggera e morbida. La pastiera va confezionata con un certo anticipo, non oltre il Giovedì o il Venerdì Santo, per dare agio a tutti gli aromi di cui è intrisa di bene amaIgamarsi in un unico e inconfondibile sapore.

Appositi "ruoti" di ferro stagnato sono destinati a contenere la pastiera, che in essi viene venduta e anche servita, poiché è assai fragile e a sformarla si rischia di spappolarla irrimediabilmente.

In vacanza ad Ischia a Pasqua potrete gustare una ottima pastiera presso le migliori pasticcerie dell'isola e nei ristoranti ischitani.

24/11/13

Ristorante l'Arca, una location unica

Ristorante l'Arca, una location unica

Descrizione del Ristorante Pizzeria L'Arca

Incastonato come una pietra preziosa tra le verdi colline ed i vigneti della costa sud occidentale dell'isola, il ristorante l'Arca è interamente intarsiato su un grosso masso di pietra verde!

Specialità casarecce di terra e di mare

La cucina è casereccia tipica isolana; nel menù troviamo il coniglio alla cacciatora e la pizza napoletana. A disposizione dei clienti un piccolo parcheggio.

Ristorante l'Arca, una location unica
Alcuni piatti che potrete gustare all'Arca

Ampia scelta di specialità sia di terra che di mare, oltre al Coniglio alla Cacciatora, specialità della casa, cucinato sapientemente da Mamma Filomena, ottimi sono anche i piatti a base di pesce.

Posizione del Ristorante Pizzeria L'Arca

Posizionato sulle colline meridionali dell'isola, il ristorante è stato ricavato su un enorme masso di pietra verde, che si erge tra i verdi vigneti della zona. 

Ristorante l'Arca, una location unica
Facile da raggiungere in auto, un piccolo parcheggio a disposizione della clientela, posto sul versante opposto della strada. Per chi si muove a piedi la fermata dell'autobus è a 50 metri, il ristorante organizza comunque su richiesta transfer gratuiti.

Ristorante L'Arca 
Via Ciglio 144 - 80070 Serrara Fontana (Na)
Tel. Tel. ì39 3208706019

16/11/13

Torta Ischitana

Una sferzata di energia e di gusto in questa deliziosa torta a base di fichi e mandorle.

Basterà assaggiarla per non poterne più fare a meno! Una ricetta ideata dal Bar Calise di Ischia Porto.

Ingredienti:

+ 250 g di farina di mandorle 
+ 250 g di burro
+ 250 g di zucchero 
+ 6 uova 
+ 50 g di pinoli tritati 
+ 50 g di noci tritate
+ 50 g di nocciole tritate
+ 25 g di mandorle tritate
+ la scorza di 1 arancia
+ la scorza di ½ limone

Torta Ischitana

per finire

+ 300 g di crema pasticciera
+ 400 g di fichi freschi

Preparazione:

Separate gli albumi dai tuorli e montateli a neve ben ferma. Montate lo zucchero con il burro fino a ottenere un composto spumoso; aggiungete le uova una alla volta e amalgamatele bene, poi, unite la farina di mandorle e tutti gli altri ingredienti evitando di smontare il composto. Per ultimi incorporate gli albumi. Dividete la torta a metà e farcitela con la metà della crema pasticciera. Chiudetela e copritela con la crema restante e con i fichi tagliati a rondelle.

Servite fredda.

26/03/13

La Zingara Ischitana

Ad Ischia sentirete parlare sicuramente della "zingara"...ma contrariamente a quanto pensate, non si tratta di un'indovina che scruterà il vostro futuro leggendovi una mano, ma bensì di un ottimo panino! Anzi il panino doc di Ischia!

In realtà, definire la zingara ischitana "un panino" è riduttivo. Infatti contiene tutti gli ingredienti per far sì che possa essere un pasto completo!

La Zingara Ischitana
Due fette di pane cafone, un velo di maionese, fettine di fiordilatte e di pomodoro da insalata, qualche foglia di lattuga e del prosciutto crudo, di quello dolce. Si compatta bene il tutto e via... di corsa sulla piastra rovente fino a completa doratura del pane e filatura della mozzarella! Volendo si può mettere del basilico fresco al posto della lattuga.

La zingara è davvero saporita, perfetta anche per i pranzi veloci tra un tuffo in mare e l’altro…

La Zingara Ischitana
Se volete mangiare la più buona zingara dell’isola allora dovete andare a “La Virgola”, piccolo pub situato ad Ischia Ponte…leggenda vuole che sia stato il proprietario di questo piccolo pub ad aver inventato questa specialità tutta ischitana!

Anche il bar-ristorante "Cocò" sotto al CastelloAragonese prepara ottime zingare con la variante del basilico fresco.